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003318
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tazza

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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

tazza

Birmania

Birmania

lacca

legno

cm
12 (a) 26 (d)
sec. XIX

n. 22; G3/1; MC E AS 11

Contenitore. La parte interna è stata realizzata in lacca rossa, quella esterna con laccatura dorata.La decorazione presenta tre registri: il primo, in prossimità della bocca, a linee dipinte parallele, in pigmento nero; l'ordine di questa fascia è mosso da una singola linea ondulata;il secondo, centrale, a ghirlande intrecciate;il terzo, in prossimità del piede, simile al primo.

Funzione: possibile si tratti di una tazza per la questua del monaco buddhista

La tecnica della lacca venne importata dalla Cina verso la metà dell'XI secolo. I pezzi più antichi pervenutici, a Pagan, risalgono al 1274.Si realizzava un'anima in bambù, intessuto in crine di cavallo (più tardi solo in bambù e legno), su cui si applicava una resina vegetale, estratta dall'albero thitsi. Si lasciava seccare questo primo strato, poi si applicava una seconda patina con lacca e cenere, e così via, sino ad ottenere lo spessore desiderato. Si puliva la superficie dell'oggetto con olio di sesamo, contro una lastra di vetro.Le stoviglie in lacca risultano più leggere e meno fragili di quelle in ceramica e porcellana: erano predilette nell'uso quotidiano.La lacca veniva usata per realizzare le icone buddhiste da portare in processione, grazie alla propria leggerezza.Il pezzo è simile al n° 24 del medesimo Museo.

Bibliografia Fraser-Lu S.
Burmese Crafts: Past and Present
Kuala Lumpur
Oxford University Press
1994

Bibliografia Fraser-Lu S.
Burmese Lacquerware
Bagkok
1985

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