
freccia
strumenti e accessori
Africa orientale
Africa Orientale
legno levigatura
tendini sfilacciatura
piume assemblaggio
ferro battitura
n. 16439/1
Nove frecce con punta in ferro lavorate secondo la stessa tecnica ma con leggere differenze rispetto alle dimensioni e alla foggia delle cuspidi. L'asta, in legno, è stata levigata fino ad assumere la forma tronco-conica. L'estremità superiore è rinforzata da tendini di origine animale avvolti strettamente intorno all'asta e ricoperti di mastice. Nella parte inferiore è incisa la cocca e a corta distanza comincia l'impennatura, composta da un avvolgimento di fibre animale applicate con il mastice, su cui sono attaccate quattro metà di penne dai colori marrone e bianco con le barbe arrotondate, disposte radialmente per stabilizzare la traiettoria del tiro.La punta, in ferro, è formata da un'asticciola inserita nell'asta che si allarga per divenire cuspide.Le cuspidi(16439/1) alette asimmetriche molto affilate(16439/2/4/6/8/9/12) alette a coda di rondine. (16439/7) forma triangolare. (16439/11) una sola aletta a gancio.
Funzione: arma
Il nucleo principale di manufatti d'origine africana è stato acquisito dal Museo nel 1944, per donazione del Generale Carlo Manara, militare di carriera che fra il 1887 e il 1912 fu inviato in Eritrea, e poi in Libia, per ragioni di servizio – dapprima inquadrato nel Battaglione Cacciatori, poi nel 7° Battaglione Indigeni, e infine Comandante del Reparto Ascari di Derna. La sua collezione fu esposta per intero nel 1927 a Imola nel corso della Mostra Coloniale Nazionale (24 novembre – 8 dicembre). Oltre agli oggetti donati dal generale, provenienti essenzialmente dall'area etiopica e eritrea, in seguito furono inoltre acquisiti altri pezzi dal canonico Enrico Bedeschi, cappellano militare, che recò in dono manufatti originari della stessa area geografica. Nel corso degli anni sono stati aggiunti altri oggetti regalati da altri collezionisti privati.
Bibliografia
Guida Catalogo
Guida Catalogo della Mostra Coloniale Nazionale di Imola 24 nov – 8 dic 1927
Imola
Tipografia Baroncini & F.
1927
p. 26