
fiocina
produzione Isola Camorta (?)
ferro fusione
fibra vegetale sfilacciatura/ intreccio
n. 404
L'oggetto è costituito da un "nasello", a sezione quadrangolere, centrale con punta "amata" acuminata e da quattro "seste" uncinate di metallo, anch'esse di sezione quadrangolare. Tutti i componenti sono legati insieme, presso l'estremità inferiore, con strisce di fibra vegetali.
Funzione: pesca
Probabilmente fissato ad un'asta lignea, lanciato verso la preda, serviva ad arpionare polpi marini o pesci.
Vi sono delle incertezze circa la provenienza, sulla scheda catalografica del museo vi è scritto "Hilo-Hawaii, Tahiti", nell'inventario inv. 63,1 del museo di Modena invece, relativamente all'oggetto in questione, è scritto "[…] Mare di Gall e Nicobar". Questa seconda attribuzione sembrerebbe più plausibile in quanto Tacchini tornò durante un viaggio in India alla fine del 1874 visitò le isole Nicobar e al suo ritorno donò al museo modenese un piccolo nucleo di manufatti provenienti da Camorta, che si trova nelle Nicobar. In effetti la data della donazione, 1875, confermerebbe la provenienza dell'oggetto.L'oggetto è stato donato dall'astronomo modenese Pietro Tacchini. Tacchini (Modena 1838 – Spilamberto 1905), condusse gli studi universitari a Modena ove si laureò in ingegneria a soli 19 anni e si perfezionò poi studiando presso l'Osservatorio astronomico di Padova. Fu direttore sostituto dell'Osservatorio di Modena dal 1859 al 1863, anno in cui decise di spostarsi a Palermo ove fu direttore del locale Osservatorio. Nel 1879, alla morte di Padre Angelo Secchi fu nominato come suo successore nella direzione dell'Osservatorio al Collegio Romano. Tacchini fu uno scienziato particolarmente attivo, si occupò di astrofisica solare, di meteorologia e geodinamica, le sue osservazioni spettroscopiche insieme alle attività del Secchi (con cui fondò la Società degli Spettroscopisti Italiani) contribuirono fattivamente alla nascita dell'astrofisica italiana. Tra il 1870 e il 1900 partecipò a numerose spedizioni italiane per l'osservazione delle principali eclissi solari del periodo, spostandosi dall'India al largo dell'Oceano Indiano, soggiornò in Egitto, attraversò gli oceani Atlantico e Pacifico fermandosi nelle Isole Marchesi, a Tahiti e nelle Hawaii. Partecipò anche ad una spedizione nelle Piccole Antille, ad una in Russia e ad una in Algeria. Nel corso degli anni rimase comunque in contatto con la città natale, in particolar modo con il Museo Civico con cui collaborò attivamente incrementandone le collezioni, sia attraverso gli oggetti reperiti durante i viaggi che a seguito di scambi.Le raccolte etnografiche, composte da oggetti e da un fondo fotografico, sono testimonianza degli interessi eclettici dello scienziato, incuriosito anche dagli aspetti etnografici dei paesi visitati durante le molteplici spedizioni astronomiche che ne costituivano l'interesse scientifico principale.