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001082
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abito

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Via Spallanzani, 1 – Reggio Emilia (RE)

abito

Africa orientale, Kenya, cultura Kikuyu

Africa orientale, Kenya, cultura Kikuyu

fibra vegetale

cm
100 (a)

Abito femminile utilizzato dal gruppo culturale kikuyu, in fibra vegetale prodotta dalle donne stesse.

Funzione: abbigliamento femminile

Nel 1911 l'esploratore Raimondo Franchetti (1889-1935), di ritorno da un avventuroso viaggio, dona ai Musei Civici di Reggio Emilia due raccolte di materiali provenienti dalla Malesia, dal Vietnam e dalle principali isole del Mar della Sonda. Del 1912 è la raccolta di oggetti dei popoli "Moi" dell'Annam. Negli anni 1913-14 si reca nell'Africa orientale, per formare due copiose raccolte: i materiali dei nilotici Scilluk (1913) ed i materiali delle popolazioni bantu del Kenya, i Meru e i Kikuyu (1914). Le raccolte presentano abbondanza di armi da offesa e di scudi, ma anche splendidi ornamenti in avorio (bracciali Schilluk) e di cauri e perline di pasta vitrea (cinture Kikuyu). E' l'Africa, da quel momento in poi, la meta preferita dei viaggi di esplorazione del barone Franchetti. Nel 1929 conduce una imponente spedizione nella Dancalia etiopica, documentata da una sua pubblicazione, ma anche da un filmato dell'Istituto Luce. Parte del materiale etnografico, insieme a numerosi trofei di caccia, viene depositato presso i Musei dallo stesso Franchetti (1931-33). La parte più cospicua perviene però tramite gli eredi dopo la prematura scomparsa dell'esploratore, in un incidente aereo nei pressi del Cairo, in donazioni separate datate 1947, 1948, 1951.

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