
brocca grande con coperchio
strumenti e accessori
Italia centrale
rame laminatura
rame battitura
rame piegatura
rame stagnatura
rame rivettatura
n. 2463
Corpo a tronco di cono rovesciato, dai bordi arrotondati, sormontato da collo cilindrico chiuso da coperchio circolare piatto leggermente modanato, collegato al manico tramite catenella. Sul fianco del corpo, nella parte bombata, si apre un beccuccio tondo, rastremato verso la fine e sagomato a S; dall'altra parte, in modo simmetrico, manico costituito da una stretta lamina piegata a orecchio.
Funzione: contenere acqua
Ancora fino alla metà del '900, nelle cucine si tenevano diversi contenitori per l'acqua, adatti ai vari usi che se ne faceva. Questo tipo di brocca non era comune nelle zone correggesi.La donatrice, Raffaella Bertani, racconta che diversi oggetti dalla foggia toscana erano effettivamente originari di quella zona (in particolare del senese o del fiorentino), portati in dono da alcuni amici di famiglia toscani, spesso ospitati presso la casa padronale a Stiolo, anche per qualche settimana (in particolare a settembre, in occasione della vendemmia); tra questi oggetti regalati vi erano prodotti dell'artigianato sia coevo che antico, in accordo con il gusto e la ricercatezza della famiglia Bertani.Prima della donazione della grande brocca al museo, Raffaela Bertani ha fatto sistemare il coperchio da un ramaio, del quale non rivela né nome né luogo, che utilizza ancora tecniche di lavorazione antiche. Questi però, non riuscendo a sistemarlo, ha pensato di rifarlo completamente.La brocca è stata pubblicata nel volume "I colori del rame", dove viene datata al sec. XVIII. La difficoltà di collocare cronologicamente e geograficamente un utensile in rame resta comunque elevata, in quanto non c'è mai stato l'obbligo di marchiare o punzonare per identificare bottega e/o luogo di produzione; inoltre certi modelli, come questo che stiamo schedando, durarono per molto tempo senza modifiche.Raffaella Bertani non ricorda di aver mai visto utilizzare questo utensile, ricorda invece che molti oggetti e utensili in rame (tranne forse la tortiera e qualche padella) erano esposti, nella sala da biliardo al piano terra, su enormi mensole costruite apposta.Fonti della documentazione 3/4
Bibliografia
Manni G.
Mille mobili emiliani. L’arredo domestico in Emilia e in Romagna dal sec. XVI al sec. XIX
Modena
Artioli Editore
1981
p. 21