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San Francesco riceve le stimmate

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Via Mentana, 32 – Budrio (BO)

Fontana Lavinia

1552/ 1614

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
53(a) 66(la)
sec. XVII (1600 – 1619)

n. C. 55

Fin dalla sua prima pubblicazione (E. Maugeri, 1936) l'iscrizione ha destato perplessità per la data che vi figura (letta in genere MDCXVIII, mentre si tratta senza dubbio di un MDCXVIIII), successiva alla morte della pittrice. Tale incongruenza ha portato alcuni degli studiosi che se ne sono occupati di recente, a partire da C. Giudici (1988), a giudicare il dipinto copia da un altro di formato leggermente maggiore (cm. 63 x 75), firmato e datato 1579 (Bologna, Seminario arcivescovile). Secondo M. T. Cantaro (1989) "la data che vi appare impone di toglierlo dal catalogo dell'artista (…) Si tratta della versione eseguita da un copista che replicando il soggetto apporta leggerissime varianti (…), oltre all'aggiornamento della data". A questa conclusione, accolta ancora da S. Biancani (1994), si oppone C. Bernardini (1989), che giudica la tela pienamente autografa. In effetti, aldilà del problema posto dall'iscrizione, che ove non sia rimaneggiata, potrebbe anche costituire un lapsus della stessa pittrice, il dipinto Inzaghi presenta, rispetto alla versione bolognese, varianti sottili ma consistenti, che impediscono di considerarlo una copia tout-court. Come nel caso dell'Autoritratto alla spinetta, anch'esso sopravvissuto in più esemplari, anche in questo Lavinia in persona replica un soggetto che aveva incontrato un particolare favore e che dimostra una personale sensibilità per la resa del paesaggio. La minuzie con cui sono descritte le essenze del sottobosco, 'alberi e arbusti che assomigliano alle felci, ai faggi appenninici, definiti con ossessiva attenzione nei tronchi e nelle fronde' (S. Biancani,1994), mentre riflette gli interessi scientifici della Bologna del tempo, legati alla figura di Ulisse Aldrovandi, presuppongono una rilettura di modelli nordici (già Maugeri richiamava il nome di Altdorfer), mediati attraverso le stampe piuttosto che da una conoscenza degli esiti promossi a Roma dai Brill, che a queste date Lavinia non poteva ancora conoscere (si veda a questo proposito A. Mazza, Da Parma a Bologna con Nicolò dell'Abate: le grandi vedute della campagna bolognese della giovane Lavinia Fontana, in Parmigianino e il manierismo europeo, a cura di L. Fornari Schianchi, atti del Convegno, Milano 2003, pp. 392-398). Decisivo è altresì l'esempio del padre, a giudicare dal confronto con la sorprendente Orazione nell'orto del Museo Davia-Bargellini di Bologna: ne sortisce un risultato affascinante (che ritorna anche nel coevo Noli me tangere ora agli Uffizi, datato 1581), per l'irrealismo onirico e stregato che conferisce alle frasche, ossessivamente 'rialzate' in chiaro, una valenza quasi fantasmatica. Una terza versione con varianti di questo stesso soggetto, pienamente autografa a giudicare dalla riproduzione, è stata di recente rintracciata in una collezione privata bolognese (A. Mazza, Artisti, eruditi e storiografi: la memoria di Nicolò, in Nicolò dell'Abate. Storie dipinte nella pittura del Cinquecento tra Modena e Fontainebleau, a cura di S. Béguin e F. Piccinini, cat. Mostra, Modena, Milano 2005, pp. 192-193, fig. 4).

Bibliografia Sorrentino A.
Catalogo della Pinacoteca civica di Budrio
Budrio
Tipografia Montanari
1949
p. 7, n. IV/2

Bibliografia Bernardini C.
La Pinacoteca civica di Budrio : guida illustrata
Bologna
Nuova Alfa
1989
pp. 29-30

Bibliografia Codicè Pinelli F.
Opere d’arte a Budrio nei secoli
Budrio
Tipografia Montanari
1966
p. 72

Bibliografia Mauceri E.
Nella pittura bolognese : Lavinia Fontana
Bologna
1936
pp. 16-17
pp. 16-17

Bibliografia Fortunati Pietrantonio V.
Pittura bolognese del ‘500
Casalecchio di Reno
Grafis Edizioni
1986
II, pp. 729-736

Bibliografia Galli R.
Lavinia Fontana pittrice 1552-1614
Imola
P. Galeati
1940
p. 65

Bibliografia Emiliani A. (a cura di)
Dall’avanguardia dei Carracci al secolo barocco : Bologna 1580-1600
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1988
p. 171

Bibliografia Cantaro M.T.
Lavinia Fontana bolognese pittora singolare 1552-1614
Milano
Jandi Sapi
1989
p. 93

Bibliografia Biancani S.
Fortunati Pietrantonio V. (a cura di)
Lavinia Fontana 1552-1614
Milano
Electa
1994
p. 186

Bibliografia Benati D./ Bernardini C. (a cura di)
I dipinti della Pinacoteca civica di Budrio : secoli XIV-XIX
Bologna
Compositori
2005
pp. 118-119

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: LAVINIA FONTANA/ DE ZAPPI/ FACIEBAT/ MDCXVIIII

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