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La Maddalena portata in cielo

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Via Mentana, 32 – Budrio (BO)

Calvaert Denys

1540 ca./ 1619

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
99(a) 83.5(la)
sec. XVI (1580 – 1589)

n. C. 4

Secondo una tradizione raccolta anche nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, Maria Maddalena, rifugiatasi in un luogo deserto, sarebbe stata visitata tutti i giorni dagli angeli che, sollevandola in cielo al cospetto della gloria divina, l'avrebbero alleviata di ogni necessità materiale. Dopo un iniziale riferimento a Orazio Samacchini (Elenco 1824), il dipinto venne ascritto a Lorenzo Sabbatini (Arelli 1935). La corretta attribuzione a Denys Calvaert, che di Sabbatini era stato collaboratore al momento dell'arrivo a Bologna, spetta a C. Bernardini (1989), che ne ha proposto una datazione nel corso degli anni '80. Tipici del Calvaert risultano le fisionomie leziose, la cura diligente del particolare (qui posta anche nella descrizione, del tutto desueta, del mare in tempesta) e, per usare i termini usati dai colleghi e puntualmente riferiti da Malvasia (1686, I, 196), "quel modo troppo finito, leccato, e (quel che più spiaceva sentirgli dire) affiammingato". A un livello di qualità considerevolmente più alto, anche questo dipinto, ad evidenza destinato al collezionismo privato, si presta a considerazioni analoghe a quelle svolte per altri conservati in questa sala, vista la riproposta sistematica e la rielaborazione in senso devozionale di spunti tratti da celebrati modelli della cultura aulica cinquecentesca. In questo caso la composizione contamina infatti soluzioni derivanti da due famose opere di Raffaello: la Visione di Ezechiele, già in casa Hercolani a Bologna ed ora in Palazzo Pitti a Firenze, e l'affresco della Farnesina con Psiche portata in cielo, un modello che assai per tempo era stato riletto come Gloria della Maddalena (cfr. Il quadro, ora attribuito a Lambert van Noort, della Galleria Borghese di Roma: P. Della Pergola, Galleria Borghese. I dipinti, Roma, 1955, I. p. 17, n. 7). Come nota C. Bernardini (1989), anche Lorenzo Sabbatini aveva guardato a simili modelli per la grande Assunzione della Vergine ora nella Pinacoteca Nazionale; ma ora l'operazione di Calvaert è più scoperta e diretta, nell'intenzione riduttiva con cui il prototipo raffaellesco viene ripreso nella lettera e cambiato nel contenuto.

Bibliografia Sorrentino A.
Catalogo della Pinacoteca civica di Budrio
Budrio
Tipografia Montanari
1949
p. 7, n. IV/5

Bibliografia Codicè Pinelli F.
Catalogo Pinacoteca civica D. Inzaghi di Budrio
Budrio
Tipografia Montanari
1970
n. IV/5

Bibliografia Bernardini C.
La Pinacoteca civica di Budrio : guida illustrata
Bologna
Nuova Alfa
1989
p. 27

Bibliografia Benati D./ Bernardini C. (a cura di)
I dipinti della Pinacoteca civica di Budrio : secoli XIV-XIX
Bologna
Compositori
2005
pp. 119-120

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