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motivi decorati vegetali con uccelli

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via Zamboni, 13 – Bologna (BO)

Cocchi Francesco

1788/ 1865

Deserti Luigi

notizie sec. XIX

Deserti Gaetano

notizie sec. XIX

Fraboni Carlo

notizie sec. XIX

porta

legno tenero/ doratura/ intaglio/ pittura
cm.
altezza mostra di porta 310//larghezza mostra di porta180//altezza battenti 250//larghezza battenti 120//profondità battenti 5
sec. XIX (1850 – 1854)

Notevole porta, decorata con opulenza, a due battenti scanditi da quattro specchiature a profili dorati con ricchi motivi a volute speculari terminanti e foglie d'acanto. La porta è inquadrata da profili ugualmente dorati terminanti in un fastigio che lateralmente descrive un movimento sinuoso di foglie d'acanto intrecciate a fiori mentre al centro si staglia una cartella incastonata tra girali fogliati limitati da due segmenti di timpano spezzato. Le mostre di tutte le porte al centro dei profili laterali presentano dei particolari decorativi riccamente intagliati con fiori, foglie e figure di piccoli uccellini. Tali gruppi decorativi sono caratterizzati da tipologie floreali differenziate. Tutte le dorature sono realizzate in oro a foglia e a missione.

Un disegno autografo di Francesco Cocchi per queste porte del piano nobile è conservato al Museo Cooper-Hewitt di New York (cfr. Palazzo Malvezzi tra storia, arte e politica, Bologna 1981). Francesco Cocchi fu disegnatore, incisore, architetto e scenografo si formò a Bologna, subendo l'influenza di Antonio Basoli. Il suo gusto scenografico si orienta verso una tematica romantica, con scene cupe di sotteranei, e suggestioni notturne; ricercando una maggiore essenzialità dai barocchismi settecenteschi. Nel 1811 si recò a Roma ove l'influenza del gusto neoclassico rese la sua opera meno libera e più accademica. Nel suo periodo romano lavorò per il teatro Argentina; dal 1815 soggiornando a Copenaghen, Amburgo, Pietroburgo. Testimoniano la sua produzione vari bozzetti e incisioni presso l'Accademia di Belle Arti a Bologna, a Roma presso l'Accademia di San Luca, a Milano a Brera. Dal 1842 ebbe la cattedra di prospettiva all'Accademia bolognese di cui divenne successivamente direttore nel 1859. Nel 1851 pubblicò: Lezioni di prospettiva pratica e regole abbreviatrici per disegnare le scene. Per ulteriori analisi relative all'opera di Cocchi e all'intervento in Palazzo Malvezzi si rinvia a E. Tamburini Santucci, F. Cocchi protagonista della scenografia bolognese, in "Il Carrobbio", II (1976), pp. 403-425; E. Gottarelli, La storia e l'arredo dell'appartamento nobile di Palazzo Malvezzi de'Medici, in Palazzo Malvezzi tra storia, arte e politica, Bologna 1981, pp.157-201; voce "Cocchi Francesco", in Dizionario enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani dall'XI al XX secolo, III, pp. 378 s.; voce "Cocchi Francesco", in Comanducci (a cura di), Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, IV ed., 1971.

Bibliografia Palazzo Malvezzi tra storia arte e politica
Bologna
Grafis Edizioni
1981

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