Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

14582017
14582017
14582018
14582018

sedia

14582017
14582017
14582018
14582018
Via Garibaldi, 18 – Imola (BO)

Bassi Angelo

notizie 1818

sedia

legno di noce ,
bronzo/ doratura,
crine
cm.
111(a) 42(la) 38(p)
sec. XIX (1818 – 1818)

n. 905

n. 906

n. 907

n. 908

Con quattro gambe di cui le due anteriori diritte e le due posteriori a sciabola. Schienale a tre traverse di cui la superiore è ricurva verso l'esterno. La traversa mediana è decorata al centro da una borchia in bronzo dorato. Borchie in bronzo dorato decoravano in numero di due per lato anche la fascia del sedile. Alcune di queste sono andate perdute. Il sedile è rivestito di un tessuto di crine originale di color nero a piccolo operato per slegatura dei fili d'ordito: il disegno presenta un motivo a losanga contenente un fiore.

Le sedie si possono identificare con le "segiole che acompagnino i canapè" citate in numero di dodici nel contratto datato 26 ottobre 1818 con cui l'ebanista faentino Angelo Bassi si impegna a realizzare i mobili "eseguiti di noce, lustrati a vernice colorata con filettature di bronzo e dove queste non sono praticabili di legno dorato con riporti di bronzo, maniglie simili, capitelli, basi, rosoni, chiodi romani e nelle forme secondo i disegni esibiti" per l'appartamento impero fatto ristrutturarare da Giorgio Barbato Tozzoni. Le sedie presentano, infatti, gli stessi elementi stilistici dei due divani situati nel salottino.
Nei primi due decenni dell'Ottocento il Bassi, Giuseppe Sangiorgi e Giovanni Mingozzi erano i mobilieri più noti a Faenza. Aggiornati sul nuovo gusto impero francese, che in Italia godette di ampio consenso anche negli anni della Restaurazione, i mobilieri faentini tolsero il primato in Romagna alla bottega dei Bagnara di Imola.

Bibliografia Golfieri E.
L’arte a Faenza dal Neoclassicismo ai nostri giorni
Imola
Amministrazione Comunale di Faenza
1975
pp. 62-63, 152

Bibliografia Golfieri E.
L’ebanisteria Casalini e l’arte del legno a Faenza
Faenza
Cassa di Risparmio di Faenza
1987
pp. 144-149

PatER