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divano

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Via Garibaldi, 18 – Imola (BO)

manifattura emiliana

divano

legno/ intaglio/ pittura
cm.
120(a) 242(la) 73(p)
sec. XVIII (1736 – 1738)

n. 726

Con cinque sostegni anteriori e otto sostegni posteriori (di cui i tre centrali a coppia) "en vase" raccordati da crociere mistilinee con pinnacolo centrale. Braccioli curvilinei desinenti a voluta con motivi decorativi intagliati e poggianti su sostegni di forma "en vase". Sedile e schienale sagomato imbottiti e rivestiti di tappezzeria di damasco di seta cremisi tono su tono con motivo incompleto a grande rapporto di disegno: il motivo decorativo sviluppato in altezza è costituito da una grande infiorescenza centrale accompagnata da più piccole infiorescenze disposte simmetricamente. La struttura lignea è dipinta a finto noce.

I sostegni "en vase" e la crociera mistilinea con pinnacolo centrale si ricollegano al gusto Luigi XIV (1661-1715). Questa tipologia, derivata da modelli francesi, era poco diffusa nell'area bolognese dove si preferivano sedie, divani e poltrone con gambe tornite o ricurve e terminanti a zampa di capra. Esemplari simili si trovano più facilmente nella zona di Parma. Il divano, che fa parte di un complesso unitario con le sedie rimaste in loco che in origine dovevano essere di più, risale, probabilmente, agli anni della sistemazione dell'appartamento barocchetto (1736-1738) voluta da Giuseppe Tozzoni.
La tappezzeria è di epoca successiva, ottocentesca. Il tessuto settecentesco originario, di cui un campione è forse rimasto nei due cuscini che si accompagnano al divano, doveva probabilmente essere uguale al tessuto della portiera, delle sedie e a quello che rivestiva le pareti (tutti perduti) secondo una moda invalsa in Francia nel corso del regno di Luigi XIV.
Dai documenti che ricordano dodici sedie e una portiera in damasco cremisi, sembra emergere che le tappezzerie del salotto rosso siano state vendute da Alessandro Tozzoni tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento.

Bibliografia S08/00001048

Bibliografia S08/00001035

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