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altarolo

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Piazza Cavour, 7 – Correggio (RE)

manifattura Italia settentrionale

altarolo

legno/ doratura/ intaglio/ pittura a tempera/ scanalatura,
oro/ graffitura
cm.
86(a) 54.50(la)
altezza portelle 66,5//larghezza portelle 22,3
sec. XV (1450 – 1499)

Legno intagliato, dorato, dipinto a tempera. Sul lato esterno delle portelle sono dipinte in monocromato a tempera le immagini di Sant'Elisabetta d'Ungheria e di San Luigi di Francia. Sui lati interni sono
scolpite a mezzo tondo, entro nicchie dorate e decorate con candelabre in azzurro, le figure di San Girolamo e San Francesco (nell'ordine superiore) e di San Pietro Martire e Santa Caterina da Siena (nell'ordine inferiore).

L'interessante e raro manufatto, probabilmente un reliquiario o un tabernacolo per immagine sacra, fu pubblicato da A.G. Quintavalle (1959), con l'attendibile attribuzione a scuola lombarda quattrocentesca. La studiosa citò il nome di Bonifacio Bembo quale possibile autore e come esempio per raffronto il Reliquiario degli Innocenti in Sant'Ambrogio a Milano. Era già stato citato da Bertolini (1930) e successivamente da Finzi (1968). Secondo il Bertolini in origine l'altarolo doveva contenere una scultura raffigurante la Madonna col Bambino. Garuti (1977) ha avanzato l'ipotesi che originariamente potesse contenere, anche per la scritta allusiva alla Vergine, l'immagine della Madonna con il Bambino in cartapesta dorata e policroma della stessa chiesa. Recentemente (Museo civico, 1995) è stata individuata una forte influenza esercitata dall'analoga produzione quattrocentesca dell'Italia Settentrionale, piuttosto che da modelli squisitamente lombardi. Infatti, nell'ampia produzione di complessi in legno scolpito, la derivazione da preziosi modelli di oreficeria è assai diffusa. Inoltre, il passaggio dall'argento al legno è facilmente spiegabile per motivi economici e di facilità di reperimento del materiale. In quanto alle figure dipinte, esse risultano assai lontane dalla sofisticata eleganza del Bembo, piuttosto sembrano riproposizioni di un tipo di immagine caratteristico di pittori già a loro volta ritardatari, quali potevano essere gli emiliani Michele di Matteo o Jacopo Loschi. I Santi Luigi ed Elisabetta appaiono più allungati rispetto agli altri, grazie anche al formato verticale delle portelle; gli altri, disposti in doppio ordine e costretti in uno spazio ristretto, sono un po' più tozzi.

Bibliografia Bertolini E.
Le opere artistiche del Principato di Correggio
Correggio
Tipografia Nazionale “Nuova Italia”
1930
p. 39

Bibliografia Ghidiglia Quintavalle A.
Ritrovamenti e restauri
Parma
La Nazionale Tipografica Editrice
1959
p. 7

Bibliografia Finzi R.
Correggio nella storia e nei suoi figli
Reggio Emilia
AGE
1968
p. 183

Bibliografia Ghidini A.
Il Palazzo dei Principi in Correggio
Reggio Emilia
Cassa di Risparmio di Reggio Emilia
1976
pp. 63-64

Bibliografia Ghidini A. (a cura di)
Il Museo Civico di Correggio
Milano
Electa
1995

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: A.A./ S. MARIA ORA. PRO. NOBIS
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: S. IERONIMUS
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: S. PETRUS MART.
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: S. FRANCISCI
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: S. CATHERINA

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