
1492/ 1535
dipinto
n. 48 PQ
n. 48 PQ
Al centro della tavola, assisa su un alto trono poggiante su un basamento con decorazione musiva, la Vergine sostiene sulle ginocchia il Bambino. Alla sua destra San Domenico regge fra le mani un sacro testo; a sinistra San Francesco contempla Gesù. Ai piedi della Vergine, seduti su un gradino, angeli con strumenti musicali e spartito. Sullo sfondo una rocca turrita e cielo azzurro.
Personaggi: Madonna con Bambino; San Francesco; San Domenico. Attributi: (San Francesco) stimmate.
La tavola, commissionata il 30 marzo del 1512 dal Priore del Convento di San Cataldo per la cappella del Rosario, doveva avere altresì quindici misteri che la circondavano, ma che purtroppo sono andati dispersi. Citata dal Marcheselli (1754), dal Costa (1765), dall'Oretti (1777), passò al Suffragio e quindi nel 1798 alla Chiesa dei Servi, dove venne adibita a chiusura della nichia con la statua della Madonna sull'altar maggiore. Nel 1825 il parroco della chiesa, considerando il cattivo stato di conservazione, ne tentò la vendita al conte Lettimi, ma non riuscì ad ottenere il consenso del vescovo di Rimini, che anzi gli ingiunse la rimozione e il restauro dell'opera (Mengozzi, 1931). Il dipinto invece venne spostato ancora "nella parte del Chiostro che mette alla sagrestia" (Tonini, 1879). La vendita al Comune deve essere avvenuta intorno al 1880, tanto che la guida del Tonini del 1893 la cita in Palazzo Comunale, e dal 1920 nel Museo Civico.
Sono predominanti in quest'opera ancora i rapporti con la cultura ferrarese e con quella romagnola del primo decennio del '500, che aveva avuto in Niccolò Rondinelli da un lato e negli Zaganelli dall'altro i rappresentanti più significativi. E' innegabile anche il contatto con la cultura veneta, soprattutto nella composizione scenica della sacra conversazione, ma quello che sembra più interessante di questa opera è il rapporto con certi aspetti degli Zaganelli, soprattutto nella loro funzione di mediatori in Romagna fra i modelli bolognesi e umbri e l'arte nordica. All'interno infatti di un impianto che risente ancora degli svolgimenti di ritmica umbro-bolognese è qui presente un rapporto, per quanto anch'esso mediato, con l'arte tedesca, come possono dimostrare certe forzature espressive, o l'articolazione eccessiva dei panneggi, o il paesaggio di chiaro gusto nordicizzante.
Bibliografia
Pasini P.G.
Guida del Museo della Città
2013
Bibliografia
Pasini P.G.
La Pinacoteca di Rimini
Cinisello Balsamo
Silvana Editoriale
1983