
notizie 1494/ 1527 ca.
dipinto
n. 9
n. 42
Al centro della composizione campeggia la Vergine in trono con il Bambino rappresentata all'interno di un porticato dai forti connotati prospettici con pilastri finemente decorati e volte. In primo piano troviamo, a sinistra, l'arcangelo Michele inginocchiato in atto di trafiggere, con una lancia, il demonio mentre con la mano sinistra tiene una bilancia. Di fronte Sant'Antonio anch'egli inginocchiato con un libro aperto in mano. Gli sono accanto un maialino, di cui si vede soltanto la testa, ed un demone che lo afferra alle spalle. In lontananza si scorge qualche piccolo lembo di paesaggio.
Si tratta di un'opera di cui possediamo significative informazioni; vi compare (in basso, al centro) la firma del pittore e la data 1510. Fu voluta dai priori dell'ospedale di Sant'Antonio, a Cesena, che incaricarono l'Aleotti dell'esecuzione fin dal 19 novembre 1506 chiedendogli di terminarla nello spazio di quattro mesi come risulta da documenti pubblicati da Grigioni (1911). Il dipinto fu invece consegnato alcuni anni dopo ed una quietanza porta la data del 16 aprile 1511. Purtroppo la tavola, dopo la chiusura della cappella in cui si trovava fu abbandonata in un magazzino e utilizzata come copertura di una fossa da grano. Finalmente alla fine del XIX secolo entrò a far parte della Pinacoteca cesenate dopo essere stata restaurata.
L'Aleotti, originario di Argenta, si era trasferito a Cesena intorno al 1495, su invito dell'artista compaesano Tommaso di Benvenuto Zampalochi, e vi rimase per più di trent'anni. Qui decorò, nello stesso anno, la cappella di S. Sebastiano nella chiesa di Sant'Agostino (lavoro distrutto nel XVIII secolo in occasione del rinnovamento della chiesa), poco dopo uno stendardo lasciato incompiuto (1496), la tavola della Concezione per la chiesa di San Francesco (1519, andata perduta). Di recente gli sono state attribuite altre tre tavole della Pinacoteca cesenate che rappresentano San Sebastiano, San Rocco e San Cristoforo in precedenza assegnate a Francesco Zaganelli detto il Cotignola.
L'opera è stata approfonditamente analizzata dalla Roio (1987) che ha sottolineato l'insolita decorazione dei pilastri, con grottesche colorate su fondo dorato, e della base del trono, ove sono accomunate figure bizzarre. Nell'impiego di una simile architettura, riccamente ornata, vi nota l'influenza del pittore forlivese Marco Palmezzano, mentre le vesti metalliche e rigide dei Santi Michele e Antonio richiamano la cultura artistica ferrarese. Straordinaria la vivacità espressiva del diavoletto che infastidisce Sant'Antonio, il quale al posto della consueta foglia di fico presenta una maschera. Ciò potrebbe far pensare ad una meditazione sulle opere degli Zaganelli, ma anche dell'Aspertini e del Mazzolino. Pertanto la tavola dimostra un adeguamento dell'Aleotti alle formule del primo Cinquecento provenienti da vari ambienti culturali vicini (romagnoli, bolognesi, ferraresi).
La scelta compositiva di ambientare la scena in un porticato risulta felice perché l'azzurro terso del cielo, che s'intravede nella parte superiore della tavola, rende più sereno l'ambiente in cui si svolgono scontri tra le forze del bene e del male. Infatti in primo piano San Michele da una parte, Sant'Antonio dall'altra non adorano la Vergine come ci si aspetterebbe, ma sono alle prese con i demoni. La Madonna, in trono con il Bambino in braccio seduta su di un trono, è leggermente arretrata rispetto a queste figure, ma le domina perché posta su di un alto piedistallo da cui sembra vegliare la singolare tenzone. Domina il dipinto una gamma di colori freddi, pur spiccando il rosso della tunica della Vergine e del suo schienale, nonchè il libro ed alcune parti dell'abito di Sant'Antonio. Il Viroli (1995) ritiene che in questo caso l'Aleotti emuli, un po' stentatamente, il Palmezzano come indicherebbero lo schema compositivo nel rapporto tra figure, paesaggio e architetture, e l'ornato a grottesche.
Bibliografia
Cellini M.
Cesena Musei. Pinacoteca Comunale
Cesena
Comune di Cesena
1998
pp. 11-12, 25, 36
Bibliografia
Piraccini O.
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
1984
p. 48
Bibliografia
Grigioni C.
Piraccini O. (a cura di)
Il pittore Antonio Aleotti a Cesena
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
Silarte
1984
pp. 237-243
Bibliografia
Grigioni C.
Piraccini O. (a cura di)
Per la storia della pittura in Cesena nel primo quarto del secolo XVI
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
Silarte
1984
pp. 248-256
Bibliografia
Zeri F.
Per Antonio Aleotti
Proporzioni
1948
pp. 176-77
pp. 176-177
Bibliografia
Bargellesi G.
Notizie di opere d’arte ferrarese
Rovigo
1955
pp. 49-54
Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Dieci anni di restauri per la pinacoteca civica di Cesena
Cesena
Comune di Cesena
1980
pp. 22-23
Bibliografia
Colombi Ferretti A.
Girolamo Genga e l’altare di S. Agostino a Cesena
Bologna
1986
pp. 57-58
Bibliografia
Roio N.
Antonio AleottiLa Madonna in trono col Bambino, S. Antonio abate e l’arcangelo Michele
Riflessioni su un dipinto. Appuntamento in pinacoteca
Cesena
Comune di Cesena
1989
s.p.
Bibliografia
Pulini M.
Antonio Aleotti. San Rocco; San Cristoforo; San Sebastiano
Riflessioni su un dipinto. Appuntamenti mensili in pinacoteca
Cesena
Comune di Cesena
1989
s.p.
Bibliografia
Viroli G.
Fortunati V. (a cura di)
La pittura del Cinquecento nelle Romagne
La pittura in Emilia e in Romagna. Il Cinquecento. Un romanzo polifonico tra riforma e controriforma
Milano
Nuova Alfa Editoriale
1985
pp. 203-234
Bibliografia
Colombi Ferretti A.
Briganti G. (a cura di)
Aleotti, Antonio
La pittura in Italia. Il Cinquecento.
Milano
Electa
1997
p. 620