
1912/ 2006
dipinto
n. 25715
Si tratta di un'opera donata dallo stesso Mandelli, probabilmente in seguito alla prima mostra monografica a lui dedicata a Cesena, allestita a Palazzo del Ridotto dal 7 dicembre 1986 all'1 gennaio 1987.
Appartiene al ciclo di composizioni naturalistico-informali, realizzate dagli anni Sessanta in poi, in cui l'artista rielabora liricamente i temi della figura e del paesaggio in una serie di "visioni", "impressioni" e "percezioni".
Nel catalogo della mostra del 2002, in cui il quadro compariva con il titolo "Figure", Parmiggiani osserva come questo e gli altri paesaggi dell'inizio degli anno Ottanta "ancora una volta ripropongano la fusione tra i due motivi canonici del Mandelli, figura e paesaggio. Già si sarà notato che nelle pitture dell'artista, pur nell'armonia complessiva dell'opera, c'è una sorta di pendolo, che di tempo in tempo oscilla: tra disgregazione, dissoluzione e costruzione di forme che si affacciano al mondo del colore e della luce; tra ruolo del segno e capacità di rivelazione del colore, in lui sempre ineguagliabile. Le sue forme abitano quell'impervio crinale".
All'opera possono essere applicate anche considerazioni fatte da Renato Barilli nel 1984: "Si tratta di paesaggi che si fanno sotto ai nostri occhi, offrendosi più al tatto, e persino all'olfatto che alla vista; o almeno, richiedono l'intervento di un vedere molto ravvicinato. E appunto, quei concentrati di intrichi e di succhi vegetali ci mostrano tutta la fenomenologia, tutte le risorse interne della funzione clorofilliana, o dei vari apparati sontuosi cui il regno vegetale affida le sue altre funzioni, fra cui quella riproduttiva e di fruttificazione, e quindi con gradualità cromatiche che dal verde vanno verso il giallo, il rosa, il viola. Il rapporto con la natura, conviene ripeterlo, non è certo imitativo, ma piuttosto come di esperimento che si rifà in vitro, quasi una sfida emulativa, per effetto della quale i profondi misteri della crescita naturale vengono riproposti sulla tela, in una stretta compenetrazione tra parti strutturali (rami, fusti, linee portanti) e parti di riempimento (tessuti, strati, materici), e anche con una ambiguità di fondo tra ciò che appartiene solo al mondo vegetale, e ciò che invece valica una certa soglia per estendersi nel regno animale, o addirittura umano".
Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Pompilio Mandelli: opere dal 1935 ad oggi
Cesena
Banca Popolare di Cesena (Wafra)
1986
pp. 3-12
Bibliografia
Parmiggiani S. (a cura di)
Pompilio Mandelli: il brivido della vita
Milano
Skira
2002
pp. 28, 101