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0046
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motivi decorativi cefalomorfi, fitomorfi e geometrici

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Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

ambito della cultura ispano-andina del Perù, epoca coloniale

quero

legno/ scavatura/ pittura/ incisione
cm.
13.4(a)
diametro bocca 11,3
secc. XVI/ XIX (1534 – 1899)

n. 2040

Quero di tipo campanulare con elaborato apparato figurativo inciso e dipinto in policromia. La decorazione si compone di motivi cefalomorfi, fitomorfi e geometrici suddivisi in tre registri sovrapposti ed orizzontali.

"La parola “Quero” deriva dall’antica lingua del Perù precolombiano, il “Quechua”, e significa legno. Il “Quero”, prodotto anche in ceramica presso la Cultura Tiahuanaco (VI-X sec. a.C.), è un manufatto tipico della Cultura Tiahuanaco ed Inca (XV sec. – Conquista spagnola) e si caratterizza per la decorazione geometrica incisa senza l’impiego di coloranti. Con la conquista spagnola dell’impero Inca (1534), si dliffonde una nuova decorazione con elementi grafici e scene figurate dipinte in policromia. Questa tradizione ispano-andina di epoca coloniale, che raggiunse l’apogeo nel secolo XVI, perdura fin verso la metà del secolo XIX. La tradizione del “quero” in legno sopravvive ancora in alcune aree andine nella regione del Cuzco.
Tradizionalmente il “quero” veniva scavato nel legno del ‘chachacomo’ e svolgeva la funzione di vaso-recipiente destinato ad attività cerimoniali."
I ‘queros’ sono da considerarsi un tipico esempio di espressione artistica indigena, da molti ritenuti esempi cli arte ‘naiive’. (Maurizio Biordi)

Bibliografia La Collezione Terzo Natalini opere donate da Mons. Terzo Natalni alla Pinacoteca Civica di Forlì
Forlì
Filograf
2001
p. 81

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