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violino

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Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

violino

legno di acero ,
legno di abete ,
legno di ebano
mm
586(lu)
lunghezza del fondo 358//larghezza massima superiore del fondo 166 (+293)//larghezza minima nelle CC del fondo 112 (+192)//larghezza massima inferiore del fondo 205 (+82)//lunghezza della tavola 359//altezza delle fasce al tassello del manico 30//altezza
sec. XIX (1894 – 1894)

n. 684

Il fondo è in due pezzi di acero con marezzatura larga regolare abbastanza marcata, discendente dalla giunta. Le fasce e la testa sono del medesimo legno. La tavola è in due pezzi di abete a venatura media e regolare. Le due metà non sono giuntate in modo speculare, ma digradano ogni volta dalla venatura più larga a quella più stretta. Gli anelli annuali sono abbastanza marcati, ma poco visibili per via della verniciatura. La sguscia del bordo e in particolare delle punte è abbastanza pronunciata, la sguscia delle palette delle ff è presente. Le ff sono annerite lungo il bordo interno. Il filetto è molto largo, in media 2,7 mm, sia sul piano che sul fondo. Molto larga è la parte bianca, di acero. Un pezzo di filetto è inserito nella giunta di testa delle fasce. La chiocciola è ben scavata con bordi arrotondati, così come le guance della cassetta dei piroli. I tasselli interni e le controfasce sono in abete. La tastiera è di ebano. La cordiera, di ebano, manca della barretta trasversale. I piroli sono di ebano. Il bottone della cordiera è di ebano. La vernice è di colore bruno rossastro molto scuro e poco trasparente, danni e pessimi ritocchi si notano nella zona della mentoniera, dell'appoggio sulla spalla e in mezzo al fondo, sulla fascia superiore sinistra e sul bordo del piano in alto a destra. La vernice dello strumento è stata ricoperta con un altro strato e su questo è stato successivamente spalmato un olio non siccativo.

Questo strumento è citato nel manifesto della "Mostra di alcuni strumenti della collezione Paganini", pervenuta per lascito all'Ente Orfanotrofi di Forlì al punto 4. La provenienza è diretta per lascito di Alba Paganini. Venne costruito all'età di 24 anni e restò nella collezione di famiglia.
Giuseppe Secondo Paganini (Forlì 1870-1913), figlio di Luigi Paganini, imparò quasi da autodidatta imitando il padre. I biografi riferiscono che costruì il primo violino a 15 anni. La sua vera attività di liutaio inizia nel 1890. Nel 1899 costruì il famoso quartetto, su incarico del tenore Ettore Masini, lo stesso quartetto che figura oggi in museo e già citato da Vannes. Partecipò alla Mostra Internazionale di Torino, ottenendo una medaglia di bronzo. L'anno successivo partecipò alle grandi esposizioni di Nizza, Gand, Monaco di Baviera, Tolone e Marsiglia. Verso il 1900 gli fu affidata la direzione della liuteria Fischer di Londra, dove però si fermò per poco tempo, forse per le conseguenze della perdita della moglie avvenuta nel 1899. Nel 1902 si trasferì a Firenze, dove lavorò per dieci anni. Morì nel 1913 a 43 anni, lasciando una produzione limitata di strumenti.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a stampa
Trascrizione: JOSEPH SE.dus PAGANINI F/ ALOISIUS FECIT FOROLIVIJ ANNO 1894

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: a fuoco sotto il bottone di attacco della cordiera
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: a fuoco sotto la tastiera (poco visibile)
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: a fuoco sul fondo
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

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