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Teoderico a cavallo

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Via Borgo Pianetto 17 – Galeata (FC)

manifattura romanico-padana

rilievo

marmo bianco venato
cm.
83.5(a) 62.5(la)
sec. XII (1100 – 1149)

La lastra a bassorilievo, tradizionalmente identificata col nome del Re ostrogoto Teoderico, ci mostra un cavaliere che si aggrappa alla criniera del proprio cavallo, come per evitare di essere disarcionato. La scultura è estremamente "dinamica" come si evince osservando la forte incurvatura della schiena del "sovrano", il mantello che si libra nell'aria, la potente linea curva del cavallo che sembra inginocchiarsi.

Questa scultura si trovava in origine a 200 metri dall'Abbazia di Sant'Ellero, in una piccola cappella sul pendio del monte, nei pressi della strada per Galeata. Caduta l'edicola durante la seconda guerra mondiale, per lo scoppio di una granata, le lastre (di Sant'Ellero e di Teoderico), dal luogo ove tradizionalmente si poneva lo storico incontro tra i due personaggi, furono spostate e portate all'interno dell'Abbazia. Qui dapprima furono conservate nella prima cappella a sinistra, poi nella terza cappella a sinistra ed utilizzate come pala d'altare. Infine, furono trasferite al Museo Civico Mambrini di Galeata.
Le due lastre, quella di Sant'Ellero e quella di Teoderico, pur avendo dimensioni simili, hanno però differente spessore. Inoltre, sono state indubbiamente scolpite da due mani distinte, in due epoche forse anche cronologicamente distanti. Sono unificate dalla presenza dell'iscrizione sul retro.
Particolarmente interessante è l'ipotesi avanzata da don Franco Zaghini (1988, pp. 9-105, op. cit. in bibliografia) sull'assemblaggio delle due lastre.
1) Secondo l'autore il rilievo di Sant'Ellero sarebbe da datarsi all'VIII-IX secolo e pensato inizialmente come "lastra commemorativa" del Santo omonimo.
2) Il secondo pezzo, quello con il cavaliere, viene identificato originariamente come un ex voto del "Miles Renerio", nome desunto da una parte dell'incisione/iscrizione poi andata perduta.
Nel XIII secolo, epoca alla quale il Zaghini data l'iscrizione sul tergo, le due lastre sarebbero state unite, come fa supporre il fatto che l'epigrafe (posteriore) sia costretta dentro le lastre già deteriorate.

Bibliografia Galeata monumenti
Galeata. I Monumenti, il Museo, gli scavi di Mevaniola
Bologna
1983
pp. 76-78

Bibliografia Budriesi R.
Entroterra ravennate e orizzonti barbarici
Ravenna
1984
pp. 288-299, n. 12, 216-225

Bibliografia Corbara A.
La memoria ilaro – teodericiana di Galeata
F. R.
1958
pp. 5-14,

Bibliografia Leoncini E.
L’Abbazia di Sant’Ellero
Forlì
1989
pp. 44-47

Bibliografia Zaghini F.
Sant’Ellero e il suo monastero
Forlì
1988
pp. 99-105

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: TUNC CUM REX THEODE RICUS SEDEBA/ PALATIU IUXTA FLV M BIDENTE GALI/ GATAEPARTIB ET ILLVC COGEBA IRE MUL/ TOS OPARIOS OUIDA SIBI DETULERE ON/ DA. DEI FAMULU IBI PRO XIMUN HABE SVUM/ HABITACVLU Q- PARER E DIGNATUR PCEPITIS/ REGALIBUS IPSE AVT REX THEODERICVS/ UT AVDIV IRA MAGNAREP LETUS RADIDISSIMO/ CURSU IN EQVVASCEN DIT ET IN IPSO FVROR/ DV VOLVISSET AD DI HOMINE PROPERARE

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