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ETNO – Nucleo etnografico: Nucleo Africa settentrionale – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

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Viale Baccarini, 19
Faenza

All’interno del gruppo confluiscono in gran parte gli oggetti che facevano parte delle collezioni del museo prima dei bombardamenti del conflitto mondiale, gli oggetti donati dal Ministero delle colonie e le produzioni di alcuni ceramisti faentini impegnatisi in attività didattiche nel Nord Africa intorno agli anni ’50.
Riguardo a quest’ultimo nucleo risulta interessante l’esperienza di Dario Poppi presso la scuola “Ailè Sellassiè I” in Etiopia. In alcuni scritti, pubblicati dal museo, racconta di aver condotto le prime esperienze di produzione ceramica smaltata nel 1942 ad Asmara in Eritrea, per essere poi inviato dal Ministero dell’Industria e del Commercio del Governo Etiopico, ad istituire il reparto ceramico alla scuola industriale “Ailè Sellassiè I”, sita in zona Kolfè ad Addis Abeba.
Scrive che la guerra in Europa era ancora in atto e questo rendeva difficile recuperare rifornimenti di materiali, materie prime ed attrezzatura. Il ceramista dovette quindi rifarsi a metodi antichi ed ispirarsi, come lui stesso ricorda, alla “storia ed archeologia della ceramica”. Racconta come, per la composizione dello smalto, dovette adottare il sistema antico della calcinazione del piombo in un forno a riverbero costruito sul ricordo di quello visto nella fabbrica di ceramiche rustiche a Vietri sul Mare nel 1927, che per mancanza di stagno dovette usare antimonio dando il colore giallo ai manufatti, e così via.
La base della produzione non era l’artistica, ma oggetti d’uso quotidiano: piatti, tazze da caffè, pentole, boccali e “fingial”, tazzine senza manico per il caffè alla turca molto richieste sul mercato. Dei pezzi artistici realizzati, Poppi sottolinea che i procedimenti ed i materiali primitivi danno agli stessi un carattere arcaico molto interessante.
Scrive che il vasellame era foggiato alla ruota da due ragazzi eritrei, che avevano lavorato con lui ad Asmara ed avevano appreso la tecnica, e che una volta svelato il segreto per produrre lo smalto altri si accinsero all’arte ceramica, ma finita la guerra e ricominciate le importazioni non ne rimase traccia.
Poppi termina il suo articolo ricordando che per contrasti interni ai ministeri interessati la scuola “Ailè Sellassiè I” di Addis Abeba cessò di esistere nel 1950.

Parte del materiale è frutto della donazione di Dario Poppi per la quale il museo riporta la datazione 1979/04.

Altre informazioniArea di provenienza

Africa

Altre informazioniAree culturali

Algeria, Libia, Tunisia, Marocco, Etiopia, Somalia.

Altre informazioniCompilatore

Bertini B.

Dove si trova

Viale Baccarini, 19

PatER