
La collezione in nuce ebbe origine allorquando i monaci Camaldolesi di Classe – su iniziativa di Pietro Canneti – fondarono la Biblioteca Classense. La raccolta venne poi acquistata dal Comune di Ravenna nel 1804 e diede vita al Museo Nazionale nel 1885 (dietro incitamento di Enrico Pazzi, artista ravennate, e grazie a una convenzione tra il Ministero della Pubblica Istruzione e il Comune di Ravenna, secondo la quale il Comune cede in deposito perpetuo beni che rimangono in realtà di sua proprietà).
La prima sede fu il monastero di Classe, poi si passò temporaneamente al monastero di San Vitale (nel 1913-1914), quindi la raccolta approdò nella sua sede attuale.
Di questa proto-collezione, oggi rimane – del patrimonio asiatico – solo un paio di scarpine cinesi “fiore di loto” in seta (scheda oggetto 01).
Tuttavia, grazie all’Inventario generale degli oggetti d’arte, mobilia e magazzino – esemplare del museo, sappiamo che erano presenti anche:
[un] “foglio di carta di seta [sic] (Chinese) in 15 quadretti molte figure incise [sic] e a colori, rappresentanti scene diverse della vita Chinese, guasto dalle tarme, e rotto quà [sic] e là. Misura m 0,54 x 0,38.
[collocato] nell’appartamento del prefetto dal maggio 1933 e perduto con i bombardamenti del 1944.”
p. 418:
“foglio di carta di seta bianca in cui due figure Chinesi, una seduta e l’altra in piedi, incise e a colori, guastato dal tarlo, misura m 0,39 x 0,29, origine ignota”, destino identico al pezzo precedente.
p. 591 n° 96-97 e p. 592 n° 99
“ciotole con caratteri orientali.”
Del nucleo fanno parte anche due olifanti in avorio provenienti dalla Nigeria, già nelle raccolte dei Camaldolesi di Classe, dopo la soppressione degli ordini religiosi furono acquisiti dalla Municipalità ed è successivamente sono confluiti nella collezione degli oggetti di avorio e osso del Museo Nazionale di Ravenna.
Asia Africa
Altre informazioniAree culturaliCina; Nigeria, cultura Ibibio o Ekoi.
Altre informazioniCompilatoreBasso S.
Via San Vitale, 17