
1934/ 2020
dipinto
n. 434
Velda Ponti è nata a Faenza nel 1934. La sua prima mostra risale al 1957. Dopo aver sposato lo scultore Walter Bartoli si trasferisce a Brisighella, avendo così modo di conoscere il pittore Mattia Moreni, che determina nel suo lavoro una maggiore attenzione alla componente espressionista. Negli anni si susseguono vari cicli: quello dei carciofi, poi dei paesaggi, degli uccelli e dei ritratti. Dopo la conclusione della sua collaborazione con Moreni inizia il ciclo delle farfalle e dei Mangiatori di farfalle, poi dei Ricordi. In veloce successione si sviluppano i cicli de "L'identità dimenticata", "Parole e segni" e gli "Alfabeti". Si arriva poi agli "Eroi di carta" e infine alla sintesi radunata nel ciclo "contaminazioni". Nelle sue opere Velda Ponti dimostra di aver sviluppato negli anni un'estrema e coerente libertà di movimento fra astrazione e figurazione.
L'opera si inserisce, dal punto di vista del linguaggio, nella serie degli "alfabeti" del periodo 1994-95, che qui si strutturano ulteriormente in questa composizione a mosaico. Dopo il caos della sua vicenda artistica precedente, qui la pittura si riorganizza in fase strutturalista. Velda costruisce così le sue forme pittoriche che contengono dimensioni tridimensionali, quasi plastiche, tanto da costruire veri e propri paesaggi architettonici.
Bibliografia
Cerritelli C. (a cura di)
Velda Ponti alfabeti
Faenza
Valgimigli
1994
Bibliografia
Cerritelli C. (a cura di)
Velda Ponti il canto della luna e altre visioni della pittura
1995
Bibliografia
Fiz A.
Velda Ponti
Milano
Electa
1999
Bibliografia S08/00034779
Bibliografia S08/00034780