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Madonna con Bambino

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Via S. Maria dell’Angelo, 9 – Faenza (RA)

ambito veneto

dipinto

tavola/ pittura a olio
cm.
50.5(a) 40(la)
sec. XV (1490 – 1499)

n. 181

Il dipinto a tempera su tavola raffigura, dietro un parapetto marmoreo, su fondo di paese, la Madonna che tiene il Bambin Gesù in piedi sul parapetto. Il cielo è cosparso di nubi bianche, nel fondo si vede a sinistra un poggio a picco, coronato di cipressi, a destra un tratto di montagne nevose. La cornice cinquecentesca ha fregi dipinti in oro.

L’opera è stata acquistata nel 1884 e proviene dalla raccolta di Leonida Caldesi, celebre fotografo faentino, esule a Londra comandante garibaldino cantato da Carducci come il Leone di Romagna. La vicenda attributiva di questa opera è lunga e complessa. In casa Caldesi era considerata opera di Andrea Mantegna, il cui nome si vede scritto a inchiostro sul retro della tavola. Caduta questa ipotesi, caratterizzata da quanto testimoniato da Ennio Golfieri per cui al Mantegna erano attribuite nell’Ottocento e forse anche prima molte Madonne di tipo veneto esistenti in case faentine, i critici hanno generalmente riconosciuto un’appartenenza dell’opera agli artisti che hanno raccolto l’eredità di Mantegna nella Padova di fine Quattrocento. E’ una tavoletta il cui «substrato mantegnesco sembra addolcirsi verso tenerezze lagunari fra Antonello e Giovanni Bellini» ha scritto nel 1964 Ennio Golfieri che ha attribuiti successivamente l’opera a Tommaso Bragadin, pittore di cui non ci è nota nessuna opera ma documentato. Recentemente Sergio Momesso, in occasione della mostra dedicata ad Andrea Riccio e alla passione per l’antico del Rinascimento tenuta a Trento nel 2008, ha datato l’opera al 1490 circa riconoscendo, dubitativamente, l’attribuzione ad Angelo di Silvestro detto lo Zoppo. Mauro Lucco e Andrea De Marchi hanno identificato un gruppo di opere, comprensive della Madonna della Pinacoteca, attribuendole ad Angelo Zoppo che va identificato, grazie alle ricerche di Raimondo Callegari, con Angelo di Silvestro, uno degli ultimi allievi accolti da Squarcione nella sua bottega padovana.

Bibliografia Berenson B.
Pitture italiane del rinascimento
Milano
Hoepli Editore
1936
p. 121

Bibliografia Heinemann F.
Giovanni Bellini e i belliniani
Venezia
Neri Pozza Editore
1962
V. I, p. 217

Bibliografia Lucco M.
Me pinxit. Schede per un catalogo del Museo Antoniano
Il Santo, rivista francescana di storia dottrina arte
Padova
Centro Studi Antoniano
1977
p. 118

Bibliografia Casadei S.
Pinacoteca di Faenza
Bologna
Calderini
1991
p. 48, n. 92

Bibliografia Bacchi A./ Giacomelli L. (a cura di)
Rinascimento e passione per l’antico. Andrea Riccio e il suo tempo
Trento
Printer Trento
2008
pp. 246-247

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