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Madonna con Bambino; San Domenico e Sant'Andrea; San Giovanni Evangelista e San Tommaso d'Aquino

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Via S. Maria dell’Angelo, 9 – Faenza (RA)

Biagio d'Antonio Tucci

1440 ca./ 1516

trittico

tavola/ pittura a olio,
legno intagliato,
legno dorato
cm.
altezza pannello 181//larghezza pannello 91
sec. XV (1483 – 1483)

n. 124

Nel pannello centrale è raffigurata la Madonna in trono con Bambino e due angeli ai lati che tengono in mano un mazzolino di fiori; nel pannello di sinistra sono raffigurati i Santi Domenico e Andrea e nel pannello di destra i Santi Giovanni Evangelista e Tommaso d'Aquino; tutti hanno lo sguardo rivolto verso il pannello centrale. Il trittico presenta cornice lignea dorata e riccamente decorata.

Per lungo tempo è stata considerata opera di G. B. Utili e nel complicato processo d’identificazione con Biagio D’Antonio, spetta al Grigioni l’avergli restituito la paternità, e al Golfieri l’aver identificato l’opera con quella commissionatagli nel 1483 dai Domenicani di Faenza per l’altare maggiore della loro chiesa. Probabilmente nel corso del Seicento, in occasione dei lavori di ristrutturazione della chiesa, il trittico venne trasferito nella chiesa di Pergola, che apparteneva agli stessi Padri Domenicani, dove vi rimase fino al 1891, anno in cui venne depositato in Pinacoteca e solo dopo quindici anni acquistata a seguito di complesse trattative.
L’opera aveva una funzione ufficiale, essendo la pala dell’altare maggiore della chiesa di un ordine di predicatori e sicuramente Biagio d’Antonio dovette attenersi alla austerità e alla severità della committenza domenicana. Il trittico, inquadrato da cornici goticheggianti, raffigura al centro la Vergine in trono con il Bambino in braccio, ancora stilisticamente legati alla bottega del Verrocchio, ed ai lati le figure dei santi che riprendono la scuola ghirlandaiesca, non bisogna dimenticare che a quella data, il D’Antonio era da poco rientrato a Faenza, dopo aver collaborato con il Ghirlandaio agli affreschi della cappella Sistina a Roma, dove Biagio ebbe sicuramente la responsabilità nel riquadro del Passaggio del Mar Rosso.
Particolari rilevanti dell’opera sono il prato fiorito ai piedi della Madonna, la presenza dei vasi di fiori sul trono, secondo modelli fiamminghi e alcune brillanti finezze anatomiche e luministiche come quelle nei santi di destra.

Bibliografia Grigioni C.
La pittura faentina dalle origini alla metà del Cinquecento
1935
pp. 194-219

Bibliografia Corbara A./ Golfieri E.
Biagio d’Antonio pittore fiorentino in Faenza
Firenze
Le Monnier
1947
pp. 453-454

Bibliografia Golfieri E.
Pinacoteca di Faenza
Faenza
Monte di credito su pegno e Cassa di risparmio di
1964
n. 4

Bibliografia Fahy E.
Some followers of Domenico Ghirlandaio
New York
1976
p. 205

Bibliografia Casadei S.
Pinacoteca di Faenza
Bologna
Calderini
1991
pp. 3-4, n. 4

Bibliografia Tambini A.
Storia delle arti figurative a Faenza. Il Rinascimento. Pittura, miniatura, artigianato
Faenza
Edit Faenza
2009
pp. 43/44-101/103

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: VERITA/ TE . MED/ ITABITV/ R […]/ MEVM/ ETLABI/ A . MEA . D/ETESTA/ BVNT […]
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: IN PRINT

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