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cane e sporta

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Via S. Maria dell’Angelo, 9 – Faenza (RA)

Resani Arcangelo

1668 ca./ 1740

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
58(a) 73(la)
sec. XVIII (1700 – 1724)

n. 239

L'opera raffigura un cane accucciato e un uccellino morto sul pavimento; alle loro spalle una sporta.

Inizialmente attribuito ad Antonio Maria Crivelli detto il Crivellone da Antonio Corbara (schede Soprintendenza 1951) e al Ceruti da Antonio Archi (1957), venne poi attribuito al Resani da Bargellesi e Golfieri. Quest'ultima attribuzione è stata confermata anche recentemente (Spike, 1983).
G.Bargellesi, nella sua fondamentale ricostruzione della fisionomia del pittore Arcangelo Resani pubblicata nel 1961, riconosce in questo quadro uno dei capolavori della sua produzione (1961, p. 156). Pressoché contemporaneamente G. De Logu perviene alla stessa conclusione (1962, p. 176).
Da allora la fortuna critica del dipinto è stata notevolissima, come numerose le presenze alle mostre sulla Natura Morta, a partire da quella, ormai mitica, di Napoli del 1964.
L’essenzialità della composizione è tutt’uno con la luce, che marca e rivela la sporta e la figura, che si direbbe “umana”, del cane, indagata con una raffinatezza di materia cromatica degna di un grande pittore.
Nell’ottobre 2012 Antonio Paolucci, già Ministro ai Beni Culturali e attualmente direttore dei Musei Vaticani, in visita alla Pinacoteca è stato intervistato da una televisione locale. Alla richiesta di scegliere un singolo quadro della Pinacoteca ha risposto: «C’è un quadro che mi porterei via anche subito. Chissà se i faentini lo conoscono..Io lo amo molto. E’ il quadro di natura morta di un pittore che si chiamava Resani. Vive nel Settecento. Il quadro rappresenta un cagnolino bianco e nero che dorme. Un cagnolino da caccia. Dietro c’è una sporta, una umile sporta di giunco. Da contadini. E poi ci sono due uccellini morti. Si dirà: ma come un soggetto così modesto così umile. Ma è proprio questo il bello di quel quadro.: la vita silenziosa, l’aver saputo rappresentare un momento umile della vita comune e averlo consegnato a un quadro. Ecco che cosa è la bellezza della pittura».

Bibliografia Archi A.
La Pinacoteca di Faenza
Faenza
Lega
1957
p. 34

Bibliografia De Logu G.
Natura morta italiana
Bergamo
Istituto Italiano d’Arti Grafiche
1962
p. 176

Bibliografia Casadei S.
Pinacoteca di Faenza
Bologna
Calderini
1991
p. 116, n. 257

Bibliografia Spike J. T.
Italian still life paintings from three centuries
Firenze
Centro Di
1983
p. 120

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