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014
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Santo monaco benedettino con palma del martirio e coltello infisso sul capo

014
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via Baccarini, 3 – Ravenna (RA)

Barbiani Giovanni Battista

1593/ 1656-58 post

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
191(a) 79(la)
sec. XVII (1630 – 1630)

n. 302049

Il Santo monaco benedettino, probabilmente San Pietro da Verona, è raffigurato con la con palma del martirio nella mano destra e con un coltello infisso sul capo.

Il "Santo monaco benedettino con palma del martirio e coltello infisso sul capo", probabilmente San Pietro da Verona, insieme alle altre tre tele del complesso decorativo cui apparteneva e cioè il "Santo monaco benedettino con croce a triplice traversa", il "Santo monaco benedettino con pastorale (San Benedetto?)" e il "Santo monaco benedettino col petto trafitto, libro e palma del martirio", non è purtroppo menzionato in alcuna guida locale né dagli inventari della Classense o comunque ravennati. Il motivo di tale silenzio è forse riconducibile alle possibili collocazioni di queste opere, da Viroli ipotizzate presso una parete conventuale poco accessibile, ovvero quali laterali d'altare di qualche cappella di una chiesa officiata dai monaci dell'Ordine Benedettino. E' inoltre ipotizzabile la scarsa considerazione verso quest'opera da parte degli studiosi locali, dettata da motivi di ordine stilistico riconducibili ad una lettura distorta e legata ai canoni della Controriforma che poteva scambiare l'arcaismo che evidenzia, soprattutto dal Settecento in poi, per monotonia e arida inventiva. Daltronde anche le due grandi pitture sulle pareti del corridoio della Classense di Giovanni Battista Barbiani, non hanno goduto di fortuna critica per la ieraticità delle espressioni. E proprio a Barbiani Viroli attribuisce questa tela confortato in ciò dai bei volti levigati e fini, evidenziati dall'ombra e "dai panneggi che, dal nero dei gorghi d'ombra finisce nei bianchi quasi puri delle emergenze luminose". Evidente è, poi, il legame iconografico con le pitture parietali appena citate, così come appare decisivo il confronto con la pala firmata raffigurante la Madonna con il Bambino e i Santi Carlo Borromeo e Giuseppe nella chiesa cittadina di San Rocco.
Nell'opera in questione, come nelle altre tre citate, è pressoché impossibile riconoscere il personaggio, anche se il risalto conferitogli consente di riferirlo a un novello paladino della fede intento a meditare prima della vittoria finale. La delicatezza esecutiva, d'espressione e di postura del dipinto pare essere una risposta seppur acerba alle richieste della dotta committenza monastica. Viroli colloca il dipinto al 1630 circa.

Bibliografia Viroli G.
Quadreria Classense. Dipinti e sculture dal XV al XIX secolo nella Fabbrica Classense di Ravenna
Ravenna
Longo Editore
1993
pp. 90-91

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