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Impresa dell'Accademia Classense

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via Baccarini, 3 – Ravenna (RA)

ambito ravennate

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
119(a) 156(la)
secc. XVI/ XVII (1590 – 1610)

n. 30292

La Pineta di Classe con motto sono al centro, inseriti entro cornice curvilinea con satiri grotteschi che suonano siringhe ai due lati. In alto due angioletti reggono uno stemma con simbolo religioso, mentre nell'intorno sono festoni e cartocci.

Del dipinto non si conoscono l'autore e la datazione puntuale, anche se, per ciò che vi è rappresentato, è sicuramente nato per essere collocato presso il Monastero classense. Infatti nella scuola conventuale di Classe, a partire dai primi decenni del Seicento si è andata sviluppando una rilevante e significativa attività accademica che, come ha opportunamente evidenziato L. Bozza Germanà nella propria tesi di laurea (1979-1980), indusse i classensi a costruire un salone detto appunto "Accademia" dedicato alle esercitazioni letterarie degli scolari. L'aula costruita sopra il refettorio includeva anche un organo per le esercitazioni musicali che accompagnavano le attività accademiche. Durante il Capitolo generale del 1579 si decise la fondazione dell'Accademia Classense per fini didattici volti all'educazione dei giovani monaci ai dibattiti letterari e all'orientamento allo studio (per le altre società letterarie sorte nel monastero cfr. Viroli, 1993). Ora l'emblema e il motto conferiti all'Accademia corrispondono esattamente a quelli presenti nella raffigurazione in esame: il motto "MOX CLASSIBUS APTAE", che ricalca quello del ginnasio classense, è l'allegoria di un pensiero o di una sentenza a senso coperto e andava inteso nella complessità dei suoi significati (è peraltro palese il gioco verbale secondo cui "classibus" allude sia alla costruzione delle navi , per via dei pini, sia all'abbazia di Classe). L'emblema è forse riferito alla operosità degli stessi monaci classensi e raffigura appezzamenti di terreno regolari separati da strade rettilinee che divergono verso punti di fuga all'infinito. Come giustamente nota Viroli, il dipinto dunque rappresenta un'impresa, cioè un rappresentazione dove l'immagine figurata è congiunta a un motto. La Pineta di Classe è inserita entro una cornice curvilinea con satiri grotteschi che suonano siringhe ai due lati e registra in alto due angioletti che reggono lo stemma papale, mentre nell'intorno sono ovunque festoni e cartocci. La pineta rappresentata a "volo d'uccello" crea effetti illusionistici riconducibili al Manierismo e conferisce al quadro una particolare originalità e suggestione. I due satiri musici, le tensioni delle volute e le lumeggiature mostrano analogie con la tela raffigurante la Madonna con Bambino e i Santi Apollinare e Teodoro, anch'essa alla Classense.
L'opera è stata restaurata nel 1999 dal Laboratorio del Restauro di Ravenna.

Bibliografia Viroli G.
Quadreria Classense. Dipinti e sculture dal XV al XIX secolo nella Fabbrica Classense di Ravenna
Ravenna
Longo Editore
1993
pp. 80-81

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: MOX CLASSIBUS APTAE

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: emblema
Identificazione: Accademia Classense
Posizione: entro cornice, in basso
Descrizione: sigla CLS

Tipologia: emblema
Identificazione: insegna papale
Posizione: entro cornice, in alto
Descrizione: calice con due colombe e stella a sei punte

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