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004
004

San Benedetto (?)

004
004
via Baccarini, 3 – Ravenna (RA)

Longhi Francesco

1544/ 1618

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
187(a) 95(la)
sec. XVI (1570 – 1580)

n. 302039

San Benedetto (?) in primo piano, con bastone pastorale tenuto nella mano sinistra. Sullo sfondo in basso paesaggio agreste con casa e torre.

Non esiste notizia del dipinto in alcun archivio ravennate, dunque i tempi ed i modi attraverso cui esso, insieme al San Gregorio ed al San Bartolomeo – con i quali costituiva presumibilmente un unico complesso decorativo (cfr. nctn 00000005 e 00000006) – , giunse alla Classense sono solo ipotizzabili. Si può supporre che, tenendo conto della presenza di un monaco benedettino (o camaldolese) fra i soggetti dei tre dipinti, la primitiva collocazione potesse essere conventuale presso San Vitale o in Classe. Va precisato che la supposta unicità del lavoro è in parte inficiata dalla figura di San Gregorio, per via di una diversa ambientazione e di un' iconicità ancora bizantina, con un effetto diverso da quello prodotto dallo sporgersi sul proscenio degli altri due personaggi: lo sguardo al di là è volto a cogliere la descrizione di un mondo concepito quale mera evocazione poetica, astratta da qualsiasi realistico descrittivismo ambientale.
L'attribuzione delle tele a Francesco Longhi, figlio di Luca, è di Viroli che riscontra notevoli affinità con altri suoi lavori. Estremamente semplificato risulta essere l'impianto compositivo delle tre figure, caratterizzato com'è da una rigida collocazione frontale, entro nicchie o finestre. La semplicità con cui le figure si presentano risponde limpidamente ai dettami postridentini, oltreché ai valori espressi dal Cardinale Paleotti. La datazione agli anni settanta del Cinquecento si deve alla vicinanza col dipinto della Pinacoteca di Ravenna raffigurante il Crocifisso, la Vergine, San Giovanni, Sant'Apollinare e San Vitale. Lo stile, caratterizzato da lineamenti delicati, mani affusolate e gesti accennati, riecheggia la maniera del padre Luca nonché le arcaiche figurazioni di Rondinelli. Il restauro recente, condotto dal professor Morellato dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna, che anche rifoderato le tele, non ha potuto restituire l'antico splendore che competeva senz'altro ai tre dipinti, per via delle abrasioni di cui ha sofferto la superficie pittorica.

Bibliografia Viroli G.
Quadreria Classense. Dipinti e sculture dal XV al XIX secolo nella Fabbrica Classense di Ravenna
Ravenna
Longo Editore
1993
pp. 75-76

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