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019
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Madonna col Bambino

019
019
Via V. Monti, 5 – Fusignano (RA)

manifattura imolese

targa devozionale

terracotta ingobbiata ,
terracotta dipinta sotto vetrina
cm.
27.8(a) 22(la) 3.7(p)
sec. XVIII (1775 – 1799)

Targa plasticata da stampo di forma rettangolare, con cornice a modanature svasate verso l'interno. Recto interamente rivestito di ingobbio e vetrina, verso con colature. Impasto poroso, di colore rosato. Sul lato superiore sono presenti due fori per l'affissione.
La targa rappresenta la Madonna a mezza figura con in braccio Gesù Bambino, nudo e semisdraiato, entrambi con il capo circondato da aureole raggiate. Negli angoli superiori compaiono lampade pensili, mentre nello sfondo si vede una muratura. La scena è circondata da un'ampia cornice modanata con decorazione a festoni intrecciati. I colori predominanti sono il giallo, il blu, l'arancio e il bruno su fondo biancastro.

L'opera fa parte del lascito del Prof. Sergio Baroni al Comune di Fusignano. Si tratta di 142 targhe devozionali in ceramica di epoca e provenienza diverse che costituiscono il primo importante nucleo del Museo Civico San Rocco. La nascita del museo ha realizzato il sogno di Mons. Antonio Savioli di Fusignano, che ha dedicato molti anni della sua vita alla ricerca e allo studio dell'iconografia mariana nelle targhe devozionali in Romagna. Tra Mons. Savioli e Vincenzo Baroni, padre del donatore, esisteva una forte amicizia fin dai tempi della prima giovinezza, e proprio questo legame è stato di stimolo al Prof. Baroni nella formazione della sua raccolta. Il tipo iconografico, con la Vergine a mezza figura con le lunghe chiome sciolte e il Bambino posto sul lato destro semisdraiato, deriva probabilmente da un prototipo plastico del rinascimento lombardo conservato presso il Victoria and Albert Museum di Londra. Il modulo che distingue la produzione imolese presenta alcune varianti rispetto a quella padana e emiliana: il Bambino ha il piede destro più disteso e frontale, e la mano sinistra vuota, mentre negli altri rilievi stringe un pomo. Le lampade pensili possono essere interpretate compositivamente come una variazione dei fiocchi presenti nella cartapesta cinquecentesca del Victoria and Albert. Il tipo resta nella produzione di targhe ceramiche fino ai giorni nostri, con varianti nel modello di incorniciatura. Alcuni esemplari esposti in chiese o tabernacoli devozionali hanno dato vita a culti locali dai quali dipendono riproduzioni a stampa con varianti iconografiche. Tra queste la più vicina al modello in questione è la Madonna degli Ospedalieri di Imola. Il motivo decorativo "a mattoni" del fondo è presente anche in targhe diverse per tipo iconografico o per tipologia ceramica.

Bibliografia Cecchetti M.
Targhe devozionali dell’Emilia-Romagna
Faenza
Edit
2000
pp. 148-149, 196

Altre informazioni

Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: 3.600
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: AC 816
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: 19
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: 54

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