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calendario

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Piazza Arcivescovado, 1 – Ravenna (RA)

manifattura bizantina

calendario

marmo/ incisione
cm.
96(a) 90(la)
sec. VI (500 – 599)

La decorazione è formata da lettere e numeri romani che si distribuiscono a cerchio attorno ad una croce centrale. Lo specchio epigrafico è diviso in 19 settori, contenenti linee disposte radialmente per ogni settore. A partire dall'esterno, presenta 2 archetti (a destra e a sinistra), poi sotto 2 linee a forma di arco con la prima linea che inizia con le lettere "PA e PAS", seguite dalle indicazioni delle calende, delle idi, e delle none. Proseguendo verso il centro vi sono altre 12 linee di cui l'ultima termina con CM o EB. Le lettere "LV" significano luna (cicli lunari); le lettere "AN" appena sotto, indicano l'anno dei vari cicli diciannovali (es. AN 1 è l'anno del primo ciclo diciannovale). La scrittura: es. "PAS III ID AP LVXX" ( che compare nel settore esattamnete sopra la croce centrale) significa: "Pascha 3 idus apriles lunae die 20", ossia "Pasqua 11 aprile, ultimo quarto di luna". Il calendario si legge in senso orario e circolare.

Questo calendario serviva per calcolare il giorno di Pasqua, che, essendo una festa mobile, varia di anno in anno, per un periodo compreso tra il 532 e il 626 (per un lasso di tempo di 95 anni). Questo ciclo proseguiva quello di san Cirillo di Alessandria e serviva per dirimere i conflitti tra la chiesa orientale e quella occidentale sul metodo da seguire per il suddetto calcolo. Infatti, mentre i cristiani d'occidente calcolavano il giorno secondo il calendario solare, i cristiani d'oriente usavano il calendario lunare. Fu il concilio di Nicea, nel 325, a stabilire, senza troppo successo, che tutti i cristiani dovessero celebrare la festa pasquale nello stesso giorno e il modo di determinarlo fu definito nelle tavole pasquali da Teofilo d'Alessandria e completate nel 526 da Dionigi il Piccolo di Roma; il nostro calendario si ispira, appunto, a quest'ulimo. Questo calendario rimase in uso in occidente fino alla riforma gregoriana del 1538. Il prototipo di questo tipo di calendario, con una disposizione delle didascalie in senso circolare e la suddivisione in settori, è il calendario bronzeo di Grande dei Vosgi (I-II sec. d. C.). Questo ciclo riprende dunque un'antica tradizione per cui l'idea del tempo e del modo di esprimerlo è connessa con la soluzione grafica del cerchio. Nel calendario ravennate il centro dell'universo è simboleggiato da una piccola croce.

Bibliografia Ciampini J.
Vetera monimenta, in quibus praecipue musiva opera sacrarum, profanarumque aedium structura, ac nonnulli antiqui ritus, dissertationibus, iconibusque illustrantur. Joannis Ciampini Romani, Pars secunda
Roma
Bernabo
1699
pp. 5-31

Bibliografia Tesori nascosti
Milano
Fabbri editori
1991

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: vedi fotografia

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