
L'8 novembre 1903 il senatore Pullé vendette al Comune di Bologna le opere che aveva acquistato nel corso di un viaggio in India e Indocina nel 1902.
Non si tratta di una donazione perché gli atti specificano l'ammontare del compenso (4213 lire) e la rateizzazione del pagamento da parte del comune in rate quadriennali.
La dichiarazione autografa è depositata presso l'Archivio storico dei musei civici d'arte antica di Bologna, Archivio del Museo Civico Medievale, cartone IV, fascicolo 33 bis (1903-1933):
Collezione Francesco Lorenzo Pullé di arte indiana.
1. elenco oggetti dell'India, Tonkino, Ceylon, Afghanistan ed elenco fotografie. Dichiarazione del Pullé per la cessione degli oggetti indiani, assegnati al museo archeologico dietro pagamento da parte del ministero. Acquisto in quattro rate pagate dal ministero con atto registrato alla Corte dei Conti.
Al punto del medesimo fascicolo è conservato un inventario sine data dove la firma del consegnatario risulta illeggibile.
Al punto 9 è depositato l'inventario della collezione tra il 1906 e il 1924.
La collezione Pullé doveva essere esposta presso il Museo Civico di Bologna; dopo un'esitazione biennale, tra il 1905 e il 1906, si decise per la collocazione presso l'Ateneo, nelle sale dell'Archiginnasio.
È la stessa rivista L'Archiginnasio, anno II, 1907, pp. 156-157, a descrivere la disposizione dei pezzi nelle varie sale: idoli, fotografie, armi e arazzi, ricami policromi e miniature indiane; libri: foglie di palma, libri a stampa, il Ramayana dell'abate Gonesio, edito nel 1848 sotto Carlo Alberto.
A tutt'oggi, una parte della collezione Pullé è di proprietà del Museo Civico Medievale, mentre un'altra parte giace in deposito presso il Museo di Palazzo Poggi.
FRANCESCO LORENZO PULLE'
Nascita e scomparsa del Museo Indiano di Bologna
Francesco Lorenzo Pullé (1850-1934), fu docente di Filologia Indo-Europea presso l'Università di Bologna. Alla sua opera si deve l'istituzione del Gabinetto di Glottologia, oggi Dipartimento di Studi Linguistici e Orientali, e la collezione di materiali provenienti dall'India e dall'Estremo Oriente che nel 1907, in corrispondenza delle Feste Aldrovandiane, trovò collocazione nel Museo Indiano, inaugurato per l'occasione all'interno delle collezioni del Museo Civico.
La storia del Museo tuttavia risale a eventi avvenuti a cavallo dei due secoli. Nel 1899 si tenne a Roma l'annuale Congresso Internazionale degli Orientalisti. In quell'occasione nacque l'Associazione Internazionale per l'Esplorazione dell'Asia Centrale e dell'Estremo Oriente, ma la scarsa attenzione che mostrò all'epoca l'ambiente accademico italiano nei confronti del continente asiatico tradì le aspettative di chi, come Pullé, che nel 1906 divenne poi presidente del Comitato Italiano della stessa Associazione, aveva sperato di poter incrementare conoscenze e collezioni relative all'Asia.
I materiali che riempirono le sale del Museo Indiano furono raccolti dallo stesso Pullé nel 1902 – fatta eccezione per le collezioni Pellegrinelli e Pizzardi – durante il viaggio di ritorno dal XIV Congresso Internazionale degli Orientalisti di Hanoi, a cui partecipò insieme al sinologo Lodovico Nocentini in qualità di rappresentanti dell'Italia. Scrisse per commentare quel viaggio: "…il 2 novembre 1902 salpavamo dal porto di Marsiglia per il Tonkino. Era con me il prof. Lodovico Nocentini… Consentaneo fu che di sì lungo viaggio e non facile a rifarsi, si dovette profittare per estenderci… ne' luoghi dei rispettivi studi… a trarne qualche utile di materiali e di osservazioni per il nostro Paese." Esattamente un mese più tardi arrivarono a destinazione e, alla chiusura del Congresso, il 12 dicembre dello stesso anno, ripartì per l'India. Giunto sull'isola di Sri Lanka, sbarcò poi in India nello stato meridionale del Tamil Nadu e l'attraversò fino ad arrivare nel nord del paese, negli stati del Gujarat e del Punjab, per poi raggiungere Calcutta e il Darjeeling.
Il Museo rimase il suo unico legame con le discipline orientalistiche dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale. Nel 1909 infatti, in seguito al processo che lo oppose alla Società Asiatica Italiana, abbandonò la carriera universitaria per concentrarsi sul Museo di cui era direttore. Nel 1936, a distanza di due anni dalla sua morte, il Museo Indiano fu chiuso e le collezioni divise fra i Musei Universitari e il Museo Civico Medievale.
Cfr. R. Guerrieri, Francesco Lorenzo Pullé nei ricordi di uno scolaro; F.L. Pullé, Il Congresso di Hanoi per gli studi dell’Estremo Oriente; G. Verardi, Francesco Lorenzo Pullé e il Museo Indiano.
(Note biografiche a cura di Luca Villa)
Asia
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