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ETNO – Nucleo etnografico: Donazione Cospi – Musei Civici d’Arte Antica: Museo Civico Medievale

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Via Manzoni, 4
Bologna

Collezione donata nel 1657dal marchese Cospi.
Essa ha origine dal lascito (1672) del marchese Ferdinando Cospi al Senato di Bologna. Agli inizi del Settecento, il Museo Cospiano diede vita insieme a quello cinquecentesco di Ulisse Aldrovandi al museo istituito presso l'Istituto delle Scienze e l'Accademia Clementina dal generale Ferdinando Luigi Marsigli che provvide ad aumentarne la consistenza attraverso le donazioni delle proprie raccolte ed un intenso mecenatismo.
La vita del marchese Cospi (1606-1686), che aveva trascorso il periodo giovanile presso la corte medicea di Firenze, vede un susseguirsi di impegni e di cariche pubbliche civili e militari, sia a Bologna che in Toscana (capitano di una compagnia di soldati a cavallo, senatore, gonfaloniere, preposto al baliato di Arezzo e alla Marca di Petriolo), con una diversificata intensità che in parte fornisce le occasioni e le motivazioni del continuo incremento della collezione, come appare dimostrato da uno dei pezzi più emblematici, lo specchio etrusco, noto come «patera cospiana», rinvenuto ad Arezzo e finito nella raccolta bolognese, di cui seguì tutte le vicende, salvo la parentesi parigina (1796-1818). Corrispondendo all'ambiente culturale e all'ansia documentaria riscontrabile sia a Bologna che a Firenze, l'interesse collezionistico del Cospi fu precoce, come viene affermato in prima persona nel 1672 in occasione della donazione fatta al Senato bolognese: "Lascio alle SS.ie illustrissime il mio piccolo museo come già sanno passatempo della mia gioventù; e con pensiero anco in questa mia età: lasciarlo impinguato di curiosità erudite come possono vedere." Risulta chiaro da queste parole un atteggiamento e una mentalità di partecipata attenzione verso le elaborazioni fisico-matematiche, verso l'esemplificazione, verso gli oggetti trasformati dalla mano dell'uomo la cui fruizione non è puramente contemplativa, ma stimolo per penetrare e conoscere i segreti dei naturalia e degli artificialia, secondo un modello museografico di tipo lusorio. Nella stessa ottica, di attenzione per le meraviglie dell'ingegno dell'uomo, vennero acquisiti pezzi orientali, sul contesto dei quali purtroppo non abbiamo documenti che ci vengano in aiuto.
Il «Museo Cospiano», oggetto di continue cure e di costanti incrementi anche tramite una fitta rete di corrispondenti, era stato sistemato all'inizio nel palazzo familiare in via S. Vitale, che vide la visita di personaggi illustri come Cosimo III dei Medici e che trovava un altro elemento di richiamo nella presenza di una quadreria comprendente opere della scuola bolognese (Reni, Domenichino, Sirani), di Andrea del Sarto, Tiziano, Veronese, Bronzino, Brueghel e anche un bassorilievo michelangiolesco. Verso il 1657 avvenne il trasferimento della raccolta nel Palazzo Pubblico, dove trovò posto, in contiguità topografica con il Museo Aldrovandiano, in una stanza e in due camerini, per la cui sistemazione è possibile dedurre elementi conoscitivi sia dai cataloghi a stampa, sia dalla celebre incisione di G. Mitelli, divenuta secondo un uso assai attestato nel tempo, il frontespizio della pubblicazione di L. Legati del 1677.

Nucleo donato dal marchese Ferdinando Cospi nel '600.

Altre informazioniArea di provenienza

Africa America Asia

Altre informazioniAree culturali

Persia, Cina, Egitto, Siria.

Altre informazioniCompilatore

Basso S. Lodesani R.

Dove si trova

Via Manzoni, 4

PatER