
n. 219226 Album 6 tav. 89P
Il disegno raffigura il monumento funebre del vescovo Giacomo Pasi (1510-1528) presso il cimitero dell'Osservanza a Faenza. Si presenta non finito, e dopo il primo schizzo a matita, l'artista ha poi rifinito solo la parte superiore del timpano del monumento funebre con l'inchiostro nero. L'opera fu trasferita al cimitero dell'Osservanza, nel Cappellone in fondo al chiostro Badia, nel 1878. Era stato eseguito da Pietro Barilotto nel 1529-1531 per la chiesa dei Servi e, come ricorda Golfieri (1979, p. 142), nel Settecento lo si vedeva murato sulla fiancata esterna di corso Saffi, dove stette fino al 1852
L'Album 6 della Biblioteca Comunale di Faenza è oggi conservato in fogli sciolti entro due grandi scatole. Come in altri casi, si tratta di un antico taccuino smembrato, dal momento che i fogli sono delle stesse dimensioni, tranne due. I disegni sono 103 e sono stati realizzati a matita, penna e inchiostro bruno e acquerello grigio e/o bruno. L'Album 6 faceva parte dei 7 Album conservati presso il Museo del Teatro nel Palazzo Comunale di Faenza già dal 1920 e quindi donati al Comune per la Biblioteca nel 1932. Furono sciolti e montati in passepartout nel 1964. Il verso della carta 2 (219171 Album 6 -v) reca la seguente iscrizione: "Questo libbro lo incominciai l'autunno del 1847/ terminato l'autunno 1848 io Tancredi Liverani Fece, contiene/ questo libbro N° 100 Scene e Vedute". Il taccuino è stato attribuito infatti a Tancredi Liverani, figlio di Romolo, da M. Vitali nel 1999 (La Biblioteca Comunale di Faenza…, p. 165). In questo taccuino, "oltre a numerose scene di genere o da riferirsi a drammi e melodrammi specifici sono comprese numerose vedute, prevalentemente di ambiente faentino" (Ibidem). Tancredi Liverani (1837-1888) era stato educato all'arte del disegno e della scenografia dal padre Romolo, celebre scenografo, sin dall'infanzia, tanto che a partire dagli anni '50 potè affiancarlo in commissioni importanti come la decorazione della Casina Rustica di Palazzo Milzetti a Faenza nel 1851. Giovanissimo aderì ai moti risorgimentali partecipando attivamente ai nuclei di azione mazziniana in Romagna. Ebbe anche commissioni autonome: tra il 1869 e il 1870 fu impegnato come scenografo alla Fenice di Venezia. Dopo il 1870 si trasferì con la famiglia a Roma, dove è documentato presso il Teatro Apollo (1876; 1879) e il Teatro Valle (1878). Le sue scene inaugurarono il Teatro Costanzi con la Semiramide di Rossini (1880) e la prima stagione del Teatro Nazionale. Nel 1888 è presente all'Esposizione Italiana a Londra come famoso scenografo dell'opera di Roma, con un grandioso "panorama" del Foro Romano apparso il 7 luglio 1888 sull'Illustrated London News. Muore nell'ottobre dello stesso 1888 (vd. F. Pozzi in Rimini nei disegni dei Liverani, Rimini 2024, pp. 17-31). L'importanza storica, artistica e documentaria dei taccuini di Romolo e Tancredi Liverani è stata ampiamente spiegata da Marcella Vitali e non solo nel campo della scenografia teatrale. Per bellezza, qualità e quantità essi sono documenti unici, straordinari, relativi al patrimonio monumentale e paesaggistico della città e del territorio di Faenza e della Romagna nella prima metà del XIX secolo, prima dei radicali cambiamenti architettonico-urbanistici e paesaggistici delle città romagnole. Il disegno è da mettere in relazione con quello realizzato da Romolo Liverani nel taccuino della Pinacoteca Comunale di Faenza inv. 1327, carta 16
Bibliografia
Gentilini Anna Rosa (a cura di)
La Biblioteca Comunale di Faenza : la fabbrica e i fondi
Faenza
Studio 88
1999
pp. 162; 165
Bibliografia
Pozzi F.
Pozzi F., Zavatta G., Ravara Montebelli C. (a cura di)
Romolo e Tancredi Liverani, petits touristes a Rimini
Rimini nei disegni dei Liverani (1844-1867)
Rimini
Bookstones
2024
pp. 17-31
Bibliografia
Vitali M. (a cura di)
Romolo Liverani scenografo
Faenza
Fratelli Lega Editori
1990
pp. 33-50
Bibliografia
Golfieri E. (a cura di)
Guida della città di Faenza
Faenza
Comune di Faenza
1979
pp. 179 p.
p. 142