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045_SDIM8747
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Sandrone

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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

Famiglia Preti

attiva secc. XIX/ XX

burattino

legno/ scultura,
legno/ pittura,
cotone ,
cotone/ velluto,
plastica ,
pasta vitrea
cm
40(a) 14(la) 9(p)
sec. XIX (1875 – 1899)

n. 45

La testa e le mani sono di legno scolpito e dipinto. Gli occhi sono di pasta vitrea. La giacca è di velluto marrone con passamanerie gialle. Il camiciotto è di lino rosso. La cuffia è di cotone bianco.

Il burattino apparteneva alla raccolta di Cesare Maletti ed è pervenuto al Museo Civico di Modena nel 2018. Esponente di una storica dinastia di burattinai modenesi, Cesare Maletti (Modena 1929-1992) iniziò verosimilmente negli anni Cinquanta a raccogliere quanto connesso col teatro delle figure animate, indipendentemente dalle scuole e dalla provenienza: burattini, marionette, pupi, scenografie, oggetti di scena, testi e documenti, compresi tra il Settecento e il Novecento. Rapporti professionali e di amicizia, da cui derivano scambi e acquisti di materiali, legavano Cesare Maletti a famiglie di burattinai e di marionettisti, tra cui Ferrari, Sarzi, Zaffardi, Colla e Vignoli, o eredi di questi come Mario Tirelli, figlio del caricaturista Umberto Tirelli, autore all'inzio degli anni Venti del Teatro Nazionale delle Teste di Legno. Raggruppata sotto il nome di "Teatro delle Maschere", la raccolta fu allestita presso il suo museo-laboratorio in Via Livizzani 38 a Modena (cfr. “I burattini dei Maletti”, Modena 1983 [1984]), condotto assieme al figlio Mario (Modena 1947-2019), con cui nel 1970 fondò una compagnia che ottenne successi nazionali, in particolare con lo spettacolo "Fantasia per un burattino". Di Cesare si ricordano la versatilità con cui dava i movimenti e le voci ai vari personaggi, anche femminili, i rintocchi di campanella con cui apriva le rappresentazioni, e la loro chiusura con un'allegra filastrocca dialettale tramandata in famiglia. Creatore egli stesso dei suoi burattini assieme al figlio e alla moglie Liliana Bestagno a cui spetta la realizzazione dei costumi, Cesare Maletti collaborava anche con istituzioni pubbliche, dando vita ad un'intensa attività espositiva e didattica rivolta alle scuole.
Il burattino presenta i caratteri più tipici dei materiali della dinastia Preti, attiva tra l'Ottocento e il Novecento nelle province di Modena e Reggio Emilia. Non esistono notizie precise su chi realizzò questo esemplare, il quale comunque può essere avvicinato stilisticamente ai burattini dei Preti della seconda metà dell'Ottocento. Esso presenta alcune affinità con i materiali di Emilio Preti (poi riutilizzati da Giuseppe e Roberto Preti) conservati ai Musei Civici di Spilamberto. Il personaggio è identificabile con Sandrone, anche se non presenta la caratteristica bocca sdentata e il viso da anziano. Ciò dipende dall'epoca in cui fu eseguito, durante la quale non si era ancora affermato il tipo di Sandrone canonico. Questi aspetti sono riscontrabili anche nel Sandrone di Ermenegildo Preti della collezione Maletti (inv. 156), di qualche decennio più tardo.

Bibliografia Cavicchioli G.
Sandrone e il suo papà
Modena
Artioli Editore
1962

Bibliografia Bergonzini R./ Maletti C./ Zagaglia B.
Burattini e Burattinai
Modena
Mundici e Zanetti Editori
1980
pp. 117-149

Bibliografia AA.VV.
I burattini dei Maletti
Modena
Comune di Modena
1983

Bibliografia AA.VV.
Burattini e marionette della tradizione emiliana
Modena
Coptip

Altre opere in Museo Civico di Modena (2614)
Altre opere di Famiglia Preti (12)
Altre opere simili del sec. XIX (231)
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