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Fig.145
Fig.145

San Paolo portato in cielo dagli angeli

Fig.145
Fig.145
Via Cisterna del Follo, 5 – Ferrara (FE)
Domenichini Gaetano (disegnatore/ incisore)
1786/ 1864
Mona Domenico (inventore)
1550 ca./ 1602
stampa
carta/ bulino a contorno
Misure: mm
173(a) 223(la)
matrice mm 272×220
Misure foglio: mm
483(a) 327(la)
sec. XIX
(1820)
(1864)
n. 145

San Paolo è trasportato da un gruppo di puttini in pieno cielo. La figura divina occupa in linea diagonale gran parte della scena, contorniato da una serie di nubi e dal mantello svolazzante.

Fa parte di una serie di fogli incisi da Domenichini (di cui soltanto una parte è conservata presso Palazzo Bonacossi) traendo spunto da celebri quadri d'ambiente ferrarese, quasi tutti collocati presso la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, allora Pinacoteca civica quando l'incisore vi si recava per le sue prove a ricalco. Questa stampa fa parte di un gruppo di 34 fogli donati dal figlio Girolamo Domenichini alla Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara in memoria del padre.
Il bulino riprende la tela dipinta da Domenico Mona per la Chiesa di San Paolo a Ferrara tra il 1586 e il 1592. L’opera era collocata all’interno della cappella maggiore della chiesa e si completava con i due dipinti Conversione e Decollazione di San Paolo.
Secondo la critica, la tela trae spunto dalla Visione di Ezechiele dipinta da Raffaello tra il 1516 e il 1518 per il conte Ercolani di Bologna, mentre Ragghianti “vede una libera descrizione dell’Estasi di San Giovanni Battista, sempre di Raffaello. Lo schema compositivo della figura portata in cielo dagli angeli incontrò molto favore negli incisori del XIX secolo “per la novità del tema iconografico e soprattutto per l’impianto figurativo nuovissimo, sottolineato dagli effetti luminosi e cromatici”.
L'incisione di Domenichini è piuttosto libera in quanto non sono riportati i quattro simboli degli evangelisti presenti invece nell'originale del Sanzio; la figura in volo è molto più inclinata e le braccia più aperte. Inoltre, la scena è completamente ambientata in cielo, mentre nella rappresentazione raffaellesca appaiano alcuni elementi terrestri (alberi, terra). Tutto questo fa supporre che l'incisore abbia tratto spunto da un’opera a sua volta
tratta dall'originale di Raffaello.

Bibliografia Savonuzzi C.
Ottocento ferrarese.
Cinisello Balsamo
Amilcare Pizzi
1971
p.32

Bibliografia Russo E.
Incisori ferraresi nelle stampe del Museo Schifanoia dal XVII al XIX secolo.
Quaderni dei musei ferraresi
Firenze
Centro Di
1990
p. 84

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