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Fig.105 (1)
Fig.105 (1)

Ritratto del Cardinale Guido Bentivoglio

Fig.105 (1)
Fig.105 (1)
Via Cisterna del Follo, 5 – Ferrara (FE)
Galli Giovanni Battista (disegnatore/ incisore)
notizie 1782/1807
stampa
carta/ acquaforte
Misure: mm
238(a) 148(la)
matrice mm 265×170 ca. (foglio decurtato)
Misure foglio: mm
320(a) 225(la)
secc. XVIII/ XIX
(1782)
(1807)
n. 105

Per una scelta di contenuti, si tralasciano i dati descrittivi del ritrattato in quanto riconducibili agli elementi iconografici caratteristici del personaggio, più o meno ricorrenti nelle sue numerose riproduzioni a bulino o matita. Il ritratto è incorniciato da un anello ovale che reca inciso il nome del ritrattato, al quale pertanto bisognerà fare riferimento specifico per le ricerche di repertorio iconografico.

Fa parte di una serie più numerosa (30 fogli) di stampe raffiguranti ritratti a mezzo busto di personaggi illustri, soprattutto d'origine ferrarese o promotori di benemerite iniziative culturali o politiche nel territorio ferrarese. Galli, noto incisore a bulino, compie uno sforzo grafico notevole che presuppone da parte sua lo studio di ciascuna fisionomia e delle caratteristiche somatiche e iconografiche del singolo ritrattato. Le serie -seppure incompleta- è esaustiva per quanto concerne la possibilità di individuare quelle proprietà figurative che, abbinate alle schede biografiche, caratterizzarono i trattati relativi a uomini e artisti famosi tra fine del XVI secolo e i secoli successivi. Questo genere di letteratura artistica trovava, anche all'epoca del Galli, un sicuro raffronto metodologico nell'opera del Vasari e del Malvasia e, per esempio a Ferrara, nelle tavole atte a illustrare i volumi del Catalogo di Cesare Cittadella (1782-83) e del Baruffaldi (1844-46). Le incisioni del Galli, in particolare, furono commissionate probabilmente dalla Stamperia Camerale di Ferrara anche per arricchire le edizioni di Giannandrea Barotti intitolate Memorie istoriche di letterati ferraresi, in tutto tre: due postume curate dal figlio Lorenzo ed edite la prima nel 1777, la seconda nel 1792; l'ultima del 1793 interamente a cura del figlio.
Caratterizzano le incisioni di ritratti in esame due tipi di cornice costituite rispettivamente da un ovale semplice inscritto in un drappeggio sorretto da puttini e un cartiglio in basso, l'altro da una serie di ovali decorativi concentrici includenti il ritratto, basati su un fregio allegorico accanto al quale sono raffigurati un putto, tralci di vite, festoni e un'aquila ad ali spiegate. La diversa natura compositiva della cornice è da ricollegarsi alla possibilità che si tratti di destinazione editoriale differente, ma ovviamente simile nel contenuto celebrativo.

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