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Andrea_Di_Cione_Detto_Orcagna_Madonna_con_il_Bambino_Collezione_Rizzi_Vaccari
Andrea_Di_Cione_Detto_Orcagna_Madonna_con_il_Bambino_Collezione_Rizzi_Vaccari

Madonna con il Bambino

Andrea_Di_Cione_Detto_Orcagna_Madonna_con_il_Bambino_Collezione_Rizzi_Vaccari
Andrea_Di_Cione_Detto_Orcagna_Madonna_con_il_Bambino_Collezione_Rizzi_Vaccari
Piazza Cittadella, 29 – Piacenza (PC)

Di Cione Andrea detto Andrea Orcagna

notizie 1343/ 1368

dipinto

tavola/ pittura a tempera
sec. XIV (1343 – 1368)

L'opera è attribuita ad Andrea di Cione, detto Orcagna, pittore fiorentino documentato dal 1343 al 1368, ma è stata fortemente ridipinta. Rivela un allontanamento dal naturalismo giottesco a favore del recupero di modelli duecenteschi di matrice bizantina, visibili nella posa ieratica della Madonna.

La collezione Rizzi-Vaccari è un fondo privato entrato di recente a far parte delle raccolte dei Musei Civici di Palazzo Farnese, arricchendo la già prestigiosa collezione del museo. In particolare, questa raccolta ha incrementato il patrimonio della pinacoteca civica, con capolavori attribuiti a Jacopo del Casentino, Andrea Bonaiuti, Simone de’ Crocifissi, Giovanni da Milano e altri.

Infatti, nel 2006 Mariapia e Augusto Rizzi hanno deciso di donare alla collettività la preziosa raccolta che avevano ereditato, per onorare la memoria dei loro genitori. I collezionisti a cui si deve la ricchezza di tale patrimonio sono, infatti, i coniugi Paola Vaccari e Luigi Rizzi, che hanno raccolto nel corso della loro vita numerose opere d’arte antiche. In particolare, i due coniugi si sono dedicati al collezionismo fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, concentrando la loro passione soprattutto su opere d’arte dal Trecento fino ad inizio Cinquecento.

Nello specifico, la collezione Rizzi-Vaccari conta diciassette dipinti e tre sculture lignee policrome appartenenti prevalentemente al periodo tardogotico toscano. I dipinti sono di pregevole qualità e molti di essi hanno piccole dimensioni, poiché si tratta di opere di carattere religioso realizzate per la devozione privata. Inoltre, la raccolta vanta anche due frontoni per cassoni nuziali datati alla metà del Quattrocento.

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