
Disegno a matita e colori acquerellati su carta bianca ingiallita
Questo disegno è stato eseguito negli anni in cui il professore Pompeo Fortini ha insegnato Pittura decorativa (1888-1909) presso la Regia Scuola Professionale per le Arti Decorative di Bologna, che venne fondata nel 1885, per iniziativa di alcuni soci del Circolo Artistico bolognese e con l'appoggio e i finanziamenti di Comune, Provincia e Camera di Commercio. Tra i fondatori vi è l'architetto Raffaele Faccioli (1836-1914), che sarà anche il primo direttore della scuola, sorta per fronteggiare il vuoto di insegnamento presso l'Accademia di Belle Arti delle discipline di Ornato, Arti minori e applicate. Ha avuto come fine il perfezionamento di coloro che già esercitano la professione artigiana e l'avviamento dei giovani che dimostravano talento alla carriera artistica. Per facilitare la frequenza di apprendisti e artigiani, inizialmente vennero organizzati corsi serali. Dal 1907 la scuola diverrà regia e riceverà i finanziamenti ministeriali, sarà organizzata in cinque anni e avrà corsi anche diurni. (cfr. W.Bergamini e altri, Arti e professioni – Istituto Statale d'Arte di Bologna, 1885-1985, Modena, ed. Panini, 1986); https://www.storiaememoriadibologna.it/regia-scuola-per-industrie-artistiche-3649-luogo).
Emo Cucurugnani è nato a Rimini il 12 aprile 1883 e frequentò l'Istituto di Belle Arti e la Scuola d'Arte Decorativa di Bologna dal 1905 al 1907. La sua partecipazione alla I Esposizione Nazionale di Belle Arti del 1909 inaugura il suo successo a Rimini, dove si afferma come pittore di ritratti e paesaggi. Nell’estate del 1913 è al Kursaal di Rimini per partecipare alla IV Mostra d’Arte Pura e Applicata, dove presenta un paio di disegni, prima del cambio anagrafico del cognome in Curugnani. Le opere di Curugnani testimoniano una buona padronanza della tecnica pittorica, caratterizzata da una sorta di adesione alla tecnica macchiaiola, in una pittura stesa a pennellate larghe e pastose. Emo Curugnani raffigura e narra scene della civiltà contadina romagnola, tra vita agreste, imbarcazioni ormeggiate e scorci cittadini. Dettagli naturalistici e un felice impianto descrittivo raccontano usi e costumi di una civiltà in via di sparizione, approdando a delicati esiti di istanze veriste. Colori stesi a macchia, freschi, luminosi e vivaci sembrano indurre talvolta a visioni idilliache, compensate e ridimensionate presto dai più cupi toni del marrone e del verde e dall’espressione intensa e corrucciata dell’Autoritratto del 1931, indiscusso capolavoro dell’artista riminese. Emo Curugnani espone alla Mostra del “Francia” a Bologna, alla Quadriennale Torinese e alla Società Amatori e Cultori di Roma. Si trasferisce nella capitale fra il 1945 e il 1950; qui, nel 1955 partecipa alla VI Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, alla Quadriennale Torinese ed alla Società Amatori e Cultori di Roma. Ebbe alla Mostra Fiorentina la medaglia d'argento. Esistono sue opere al Valentino di Torino, alla Pinacoteca di Bologna, a quelle di Forlì e di Imola.
Nel 1951 Rimini celebra il suo talento dedicandogli un’ultima importante mostra personale. Espose alla Mostra del "Francia" a Bologna, (cfr. A.M. Comanducci – Dizionario illustrato pittori e incisori italiani moderni e contemporanei – III ediz. Milano 1962; Gabriello Milantoni (a cura di), Progetto Novecento. 1: La pittura in Romagna: “vocazione adriatica”, Edizioni Essegi, Ravenna 1988; Marco Gennari, Pittori Riminesi della prima metà del Novecento, Pazzini Editore, 2012).