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S18
S18

Vittoria (?)

S18
S18
Piazza Maggiore, 6 – Bologna (BO)

Rossi Giacomo

1748/ 1817

statua

stucco
cm
230(a) 113, 5(la)
h. con base 307
sec. XVIII (1797 – 1797)

n. S 18

Nel 1797 in Palazzo Pubblico vennero iniziati dei lavori di trasformazione atti ad adeguare il palazzo al suo nuovo ruolo di sede del Governo della Repubblica Cispadana. In questo rinnovamento venne coinvolta anche la seicentesca sala Vidoniana nella quale vennero inserite sculture e bassorilievi improntati alla nuova cultura figurativa neoclassica di età napoleonica. I due artisti coinvolti furono Giacomo de Maria e Giacomo Rossi. Quest'ultimo, già coinvolto nel 1796 nella delegazione di artisti incaricati di organizzare la cerimonia di accoglienza in palazzo d'Accursio del generale Bonaparte, oltre che esponente, nel medesimo anno, del corpo legislativo della repubblica Cispadana, realizzò le statue raffiguranti Minerva, Giunone e la Vittoria (Riccomini, 1977). Queste sculture, riferite da Zucchini al 1810 (Zucchini, 1938), vennero in realtà realizzate nel 1797 (Ceccarelli, 1996) .
Tradizionalmente considerata una Vittoria, la presente statua sembra spogliarsi dei classici attributi derivanti dalla tradizione di Cesare Ripa per arricchirsi di riferimenti alla glorificazione della repubblica Cispadana. Assenti rami di palma, ali, aquile, cornucopie e via dicendo, la Vittoria di Rossi si caratterizza per la presenza degli stendardi arrotolati e che danno un senso preciso al "dominio su mondo" suggerito dal piede sul globo. La clava, attributo eroico di Ercole, suggerisce la forza del nuovo governo mentre il sole sul petto può forse essere interpretato come riferimento alla Virtù. Secondo Ripa, nella personificazione della Virtù "il sole dimostra, che come dal cielo illumina esso la terra, così dal cuore la virtù difende le sue potenze regolari à dar il moto, e il vigore à tutto il corpo nostro, che è mondo piccolo, come dissero i greci, e poi per la virtù si illumina, e scalda" (Ripa, 1992).

Bibliografia Bassani P.
Guida agli amatori delle Belle Arti, architettura, pittura e scultura per la città di Bologna, suoi sobborghi e circondario
Bologna
1817
p 27

Bibliografia Zucchini G.
Catalogo delle collezioni Comunali d’Arte di Bologna
Bologna
Grafiche Nerozzi
1938
p 60

Bibliografia Riccomini E.
Scultura bolognese del Settecento
Bologna
1965
p 152

Bibliografia Colitta C.
Il Palazzo Comunale detto d’Accursio
Bologna
1980
p 166

Bibliografia Riccomini E.
Vaghezza e furore. La scultura del Settecento in Emilia
Bologna
Zanichelli
1977
pp 147 – 148

Bibliografia Collezioni comunali
Collezioni Comunali d’arte. L’appartamento del Legato in Palazzo d’Accursio
Bologna
1989
p 22

Bibliografia Ceccarelli F.
Architettura di stato per Bologna, “centrale” della Repubblica Cispadana (marzo-maggio 1797): progetti e realizzazioni
Varni A. (a cura di)
I Giacobini nelle legazioni. Gli anni napoleonici a Bologna e Ravenna
Bologna
1999
T II p 226

Bibliografia Ceccarelli F.
L’intelligenza della città. Architettura a Bologna in età napoleonica
Bologna
2020
8 – 27
p 19

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