
Modena
Opera di inaugurazione: Adelaide di Borgogna al Castello di Canossa di Alessandro Gandini
Fondazione: XIX (1800-1899)
Nel 1838 la Comunità di Modena delibera di costruire un moderno teatro capace di rispondere pienamente alle esigenze rappresentative ed al decoro della città, ormai insufficientemente servita dal vecchio Teatro Comunale di via Emilia, sito nell'edificio in cui, dal Seicento, aveva sede l'antico teatro dei comici, il Valentini. La nuova costruzione è affidata all'architetto ducale Francesco Vandelli, già autore del Foro Boario e della chiesa di S. Giovanni del Cantone, che prima di intraprenderne il progetto si reca in visita ad importanti teatri contemporanei tra cui, documentati da rilievi, sono quelli di Piacenza, Mantova e la Scala di Milano di cui sono appuntate le dimensioni nel verso di alcuni schizzi (A.St.C. Modena, Vandelli Prof. Francesco Architetto. Recapiti della Fabbrica del Teatro Municipale dal 1839 al 1843. Progetti diversi di lavori privati senza data, 1 c., s.d.). Essi rappresentano uno dei pochi documenti grafici di mano dell'architetto del quale non sono noti disegni autografi per il Comunale.
I lavori iniziarono nel maggio 1838 sull'area prescelta, compresa tra Canalgrande, vicolo Venezia, Fonteabisso e strada S. Margherita, in cui si provvide ad abbattere o a ridurre dodici case, ma nonostante ciò lo spazio risultò ugualmente insufficiente, per cui la facciata del teatro ruppe la simmetria delle case del Canalgrande. Ciò contribuì ad agevolare in lontananza la "lettura" della funzione dell'edificio, che di fatto è poi ostacolata dalla reale ristrettezza della via nella quale sorge. Per sostenere le ingenti spese rese necessarie dalla grandiosa costruzione, i palchettisti del vecchio Teatro Comunale furono invitati, e i più risposero favorevolmente, a permutare i palchi del vecchio teatro con equivalenti in quello nuovo; fecero prestiti al Comune di Modena quello di Formigine e la Congregazione di Carita' di Mirandola; partecipò inoltre lo stesso duca, pagando il palco reale e fornendo marmi provenienti dalla Villa d'Este a Tivoli.
Dopo quasi quattro anni di lavoro il teatro – dotato di un ampio portico per le carrozze all'esterno, di numerosi locali di servizio (tra cui la spaziosa sala per la scenografia), di una sala dalla pianta a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e una galleria, oltre che un soffitto riccamente decorato – s'inaugurò la sera del 3 ottobre 1841 con l'opera Adelaide di Borgogna al Castello di Canossa, musicata da Alessandro Gandini (poesia di Carlo Malmusi) cui seguì il ballo Rebecca, con coreografie di Emanuele Viotti e scenografie di Camillo Crespolani.
Da quella data l'edificio non ha subito radicali mutamenti; attualmente presenta l'originaria facciata neoclassica con un portico a bugnato piatto a pianterreno, un primo ordine di finestre architravate e un piano attico con finestre minori. Il risalto della parte centrale è segnato da quattro colonne doriche sulle quali s'imposta una ringhiera a pilastretti che inquadra tre finestre scandite da lesene ioniche; a coronamento un fastigio decorato con il Genio di Modena che incornicia lo stemma della città. La facciata si impreziosisce con l'inserzione di una pregevolissima decorazione plastica costituita, oltre che da rosoni posti sugli archivolti a pianterreno, dai bassorilievi di Luigi Righi nei fianchi del porticato (soluzione certamente derivata dal Municipale di Piacenza) e in corrispondenza delle finestre del primo ordine. All'interno da un atrio ovale si accede ai palchi attraverso due rampe di scale e, attraverso la porta centrale, alla platea che ha pianta a ferro di cavallo, sotto tre ordini di palchi (con i rispettivi "camerini") conclusi da una galleria creata nel 1901 al posto del quarto ordine (cfr. A.St.C. Modena, Atti Amministrativi, 1901, f. 379, fs. Teatri , pz.2) e dal loggione.
Il soffitto, da cui pende il grande lampadario collocato con l'introduzione della luce elettrica nel 1887 (cfr. A.St.C. Modena, Atti amministrativi, 1887, f.87, fs. Teatri, pz.9), è decorato con ornati di Camillo Crespolani e con figure di Luigi Manzini, autore anche degli stucchi con storie del Genio che corrono lungo le balconate dei palchi inquadrati da esili pilastrini. Nel 1869 fu eseguita una ridipintura del soffitto, da parte di Ferdinando Manzini, che propose l'aggiunta di quattro gruppi di putti. La sala è dotata di un golfo mistico creato nel 1935 (cfr. A.St.C. Modena, Atti amministrativi, 1935, f. 1477), di un vasto e attrezzato palcoscenico con graticciate originali e un sottopalco restaurato, con il piano del palcoscenico in legno sorretto da pilastrini in ferro. Negli anni Ottanta il teatro è stato sottoposto a numerosi interventi di restauro che si sono rivolti sia alle zone di servizio che alle attrezzature.
Nel dicembre 2007 il Teatro Comunale è stato intitolato a Luciano Pavarotti, in memoria del grande tenore modenese a pochi mesi dalla sua scomparsa. ll 2 ottobre 2021, a seguito della riapertura successiva alla pandemia di Covid, viene deciso di dedicare il luogo anche all'artista Mirella Freni.
Pubblicazioni e cataloghi
A. Peretti, Cenni descrittivi del Nuovo Teatro dell'Illustrissima Comunità di Modena, Modena 1841;
A. Gandini, Cronistoria dei teatri di Modena dal 1539 al 1871, Modena 1873, parte II, p.253 e succ.;
A. Crespellani, Guida popolare di Modena, Modena 1879, p.130-134;
G. Ferrari Moreni – V. Tardini, Cronistoria dei teatri di Modena dal 1873 a tutto il 1881, Modena 1883, parte I, p. 3-59;
V. Tardini, I teatri di Modena: contributo alla storia del teatro in Italia. La drammatica del Nuovo Teatro Comunale, Modena 1899;
G.C. Gatti, Cenni storici sul Teatro Comunale, in: Teatro Comunale di Modena stagione lirica 1955-1956, Modena 1955, pag.45-54;
A. Gelli, Teatro Comunale: relazione storico artistica, Modena 1974;
A. Torelli, B. Brunelli, A.M. Bonisconti, voce Modena in Enciclopedia dello Spettacolo, Roma 1975, VII, p. 667-671;
M. Tafuri, Teatri e scenografie, Milano 1976, p.148;
G. Guandalini, Un teatro che si rinnova, Modena 1979;
A. Borsari – C. Ghelfi Roncon – R. Ruggeri, Visita alla città nel tempo, Modena1981, p.80-82;
A. Gelli – A. Scafidi Fonti – O. Baracchi Giovanardi, Il Teatro Comunale: elaborazione di materiali d'archivio per il completamento del restauro, Modena 1981;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 127-138 e 199-201;
G. Gherpelli, 1841-1991. Un teatro, una storia. Cinquant'anni di spettacoli al Teatro Comunale di Modena, Modena 1992;
A. Gelli, Teatro Comunale di Modena. Inquadramento storico. Soluzione di problemi strutturali, in: "INARCOS" 9 (1993), p. 514-520;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 194-197.
Elementi caratterizzanti decorazioni pittoriche
Dati tecnici pianta a ferro di cavallo con palchetti
Dati tecnici 1030 posti (398 in platea)
Dati tecnici anni Ottanta
Fonti archivistiche
La documentazione iconografica sull'edificio, comprendente numerosi disegni di varie epoche, è conservata all'Uff.Tec. com. Modena; schizzi e rilievi del Vandelli sono in A.St.C.
Modena, Vandelli Prof. Francesco Architetto. Recapiti della Fabbrica del teatro Municipale dal 1839 al 1843. Progetti diversi di lavori privati senza data, 1c.,s.d.; uno spaccato del teatro (prodotto durante la costruzione, per la vendita dei palchi) è sempre in A.St.C.
Modena, Atti della Ragioneria, f.3. Per l'attività drammatica e i relativi manifesti si vedano presso la B.Est. Modena: Stampe e carte varie riguardanti il Teatro Comunale di Modena (segnato M.V.C. 41.10) e Modena. Teatro Comunale, mss. (segnati Campori App. 2447, cas.
180-181). Presso l'A.St.C. Modena si conservano i seguenti mss.: A. Sossaj, Cronaca di Modena, 1841, 3 ottobre; G.Pelli, Cronistoria del Teatro Municipale, s.d. Per la storia dell'edificio si cfr. in A.St.C. Modena: Atti della Ragioneria, filze da 3 a 9; Atti amministrativi, 1838-42, f.437; 1838-47, f.438; 1858, f.559, pz.1-18; 1864, f.668, pz.15; 1867, f.721, pz.2,9,13; 1869, f.751, pz.3-4,7,9-10; 1876, f.878, fs. Teatri, pz. 4,10; 1879, f.938, fs. Teatri, pz. 2; 1884, f.20, fs. Teatri, pz. 3; 1890, f. 160, fs. Teatri, pz. 5; 1891, f.188, fs. Teatri, pz. 7-8; 1901, f.379, fs. Teatri, pz. 2; 1911, f. 628, fs. Teatri, pz. 2; 1923, f. 1033; 1935, f. 1477; 1953, f. 1770-1771.