
Traversetolo
Scrittore, saggista, storico dell’arte, compositore, critico musicale, non si definì mai un collezionista. Il padre Giuseppe era un imprenditore dedito all’allevamento di bestiame e alla produzione casearia, e la madre Eugenia Rocca proveniva da una nobile famiglia ligure. Uomo di cultura collaborava con prestigiose università internazionali, case editrici italiane e la RAI, amava il dialogo tra la pittura, la musica e la letteratura; grande amico dell’artista Giorgio Morandi e degli storici dell’arte Francesco Arcangeli, Giulio Carlo Argan, Bernard Berenson, Cesare Brandi, Giuliano Briganti, André Chastel, Andrea Emiliani, Alvar Gonzàles-Palacios, Francis Haskell, Roberto Longhi, John Pope Hennessy, Arturo Carlo Quintavalle, Carlo Ludovico Ragghianti, Roberto Tassi e Federico Zeri, trasformò la sua abitazione nella “Villa dei Capolavori” con opere dei maggiori artisti di ogni epoca e arredi unici.
La Fondazione ha aperto al pubblico nel 1990 l'ottocentesca Villa Magnani di Mamiano. La collezione ivi collocata, costituita dal letterato e critico musicale Luigi Magnani (1906-1984), è ricca di autentici capolavori d'arte antica e moderna. La sezione moderna e contemporanea comprende importanti opere di artisti italiani, europei ed americani tra i maggiori rappresentanti del XX secolo, tra le quali un corpus di lavori di Giorgio Morandi.
Il percorso espositivo, voluto dallo stesso collezionista, annovera un centinaio di opere. Vi spiccano una tavola di scuola centro-italiana raffigurante una Madonna col bambino, eseguita tra l'XI e il XII secolo; due polittici rispettivamente di Mello da Gubbio e Giovanni del Biondo; San Francesco che riceve le stimmate di Gentile da Fabriano; la Madonna col Bambino di Filippo Lippi; un San Sebastiano di Lorenzo Costa; la Madonna col Bambino di Albercht Durer; il Cristo morto di Vittore Carpaccio; una Sacra Conversazione di Tiziano; il Ritratto di Ferdinando Gonzaga di Peter Paul Rubens; il Ritratto equestre di Giovanni Paolo Balbi di Antoine Van Dyck; la Famiglia dell'Infante don Luis di Francisco Goya.
E ancora, si possono citare opere di Mazzolino, Ortolano, Beccafumi, Pittoni, G.B. Tiepolo, Fussli, Dawe, sculture di Bartolini e Canova, incisioni di Schongauer, Durer, Rembrandt.
Di notevole interesse è la raccolta d'arte moderna e contemporanea, che – oltre ad un cospicuo numero di dipinti di Giorgio Morandi – riunisce quadri di Monet, Renoir, Cézanne, de Pisis, Guttuso, Carrà, de Chirico, Manzù, Burri e Leoncillo. Agli arredi della villa appartengono alcuni celebri manufatti di stile impero, come la vasca in malachite di Thomire, donata dallo zar Alessandro I a Napoleone, e mobilia eseguita dall'ebanista Jacob.
Paesaggi culturali Luigi Magnani fu amico di Giorgio Morandi da quando gli venne presentato nel 1940 dal critico Cesare Brandi. La collezione, che si compone di cinquanta opere dell’artista, oltre alle celebri nature morte, permette di valutare tutto il percorso artistico del pittore, compreso un autoritratto, due paesaggi (di Grizzana e del cortile di via Fondazza a Bologna) e un raro dipinto metafisico, testimonianza della sua breve adesione al movimento. Il Parco Romantico si estende per 12 ettari ed è caratterizzato da una distribuzione irregolare, all’inglese, delle masse vegetali alternate da spazi erbosi. La presenza di arboreti, alberi monumentali solitari e vegetazione arbustiva spontanea dona al parco una particolare bellezza in equilibrio tra armonia e natura selvatica. Inoltre, vi è un’area dedicata al giardino all’italiana con siepi in bosso. L’assetto risale all’inizio dell’Ottocento e il laghetto, di cui si era conservato l’invaso, è stato recentemente ripristinato. Nel parco sono presenti una quarantina di specie arboree e arbustive, di cui la maggior parte è costituita da specie ad alto fusto con un predominio di specie esotiche di grande valore ornamentale e di esemplari arborei monumentali, come Cedrus atlantica, Cedrus libani, Sequoia sempervirens, Quercus robur, Platanus hybrida.
Pubblicazioni e cataloghi
Tosini Pizzetti S., Roffi S. (a cura di), Fondazione Magnani-Rocca: catalogo generale, Firenze, Nardini, 2001.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.
Pubblicazioni e cataloghi Bonilauri F., Fondazione Magnani Rocca, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 41, n. 35.
Pubblicazioni e cataloghi Tosini Pizzetti S., Capolavori dalle Collezioni della Fondazione Magnani Rocca, Bologna, 1990
Pubblicazioni e cataloghi De Angelis C., Nannelli P., Scannavini R. (a cura di), Fondazione Magnani Rocca: il restauro e gli adeguamenti museali, Bologna, Nuova Alfa, 1990.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.
Pubblicazioni e cataloghi Bonilauri F., Fondazione Magnani Rocca, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 41, n. 35.
Pubblicazioni e cataloghi Tosini Pizzetti S., Capolavori dalle Collezioni della Fondazione Magnani Rocca, Bologna, 1990
Pubblicazioni e cataloghi De Angelis C., Nannelli P., Scannavini R. (a cura di), Fondazione Magnani Rocca: il restauro e gli adeguamenti museali, Bologna, Nuova Alfa, 1990.
Storia dell’edificio L'ottocentesca Villa Magnani di Mamiano, situata entro un vasto parco di pittoresco impianto romantico, mantiene tuttora l'aspetto di un'elegante residenza nobiliare nonostante le modifiche apportate dall'ultimo proprietario. L'imponente edificio padronale richiama per altezza e per stile le forme del barocchetto lombardo, distaccandosi dalle tipologie più diffuse e riproponendo almeno in parte il gusto dell'architetto, il milanese Antonio Citterio (1853-1936), intervenuto sull'edificio tra Otto e Novecento. Diversamente, la presenza nelle immediate vicinanze di fabbricati rustici e di un piccolo oratorio privato sono riconducibili alle consuete tipologie di molte ville emiliane.
Dati specifici Classe: Arte
Dati specifici Sottoclasse: Arte medievale (XI-XV secolo)
Dati specifici Sottoclasse: Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea storica (1900-1950)
Dati specifici Sottoclasse: Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Dati specifici Sottoclasse: Casa-museo/dimora storica