
Reggio Emilia
Nel museo, istituito nel 1982, gli ambienti adiacenti al chiostro danno esposizione agli oggetti più rappresentativi del patrimonio del santuario, offerto dagli Este dai Gonzaga, dai Medici, dai Montefeltro, e da corporazioni e confraternite locali. Tra i cimeli relativi alla storia della basilica, oltre al disegno dell'Orsi e alla sinopia dell'affresco della Madonna della Ghiara dipinto dal Bertone, compaiono reliquiari, ostensori, medaglie votive e importanti esempi di oreficerie tra i quali la croce e i sei candelieri, destinati ad arredare nei giorni di festa l'altare della Madonna, eseguiti dai romani Gianfrancesco Frangi e Marco Marchi su commissione del duca Francesco I d'Este (1634); la corona in argento, perle e pietre preziose realizzata nel 1674 dall'orafo reggiano Michele Augusta, gioielli di manifattura italiana del Cinquecento. La Camera dei Paramenti contiene parati liturgici dal XVI al XIX secolo. Tra gli ex voto della Sala del Tesoro si conserva il dipinto di Luca Ferrari raffigurante La salvazione di Laura da Correggio.
Pubblicazioni e cataloghi Tonelli F., Beata Vergine della Ghiara a Reggio Emilia, in Adorni B., La chiesa a pianta centrale: tempio civico del Rinascimento, Documenti di architettura, 142, Milano, Electa, 2002.
Pubblicazioni e cataloghi Bertani G., Motta G., Pecorini D., I luoghi ritrovati. Storia e restauro. Il Chiostro grande nel Convento della Beata Vergine della Ghiara, Reggio Emilia, 2001.
Pubblicazioni e cataloghi Bonilauri F., Museo del Santuario della Madonna della Ghiara, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 56-57, n. 24.
Pubblicazioni e cataloghi Bacchi A., Mussini M. (a cura di), Il Santuario della Madonna della Ghiara a Reggio Emilia, Torino, 1996.
Pubblicazioni e cataloghi Rossi G.A. (a cura di), La Basilica della Madonna della Ghiara, Reggio Emilia, 1994.
Storia dell’edificio L'edificio, notevole per contenuto artistico e devozionale, venne costruito a partire dal 1597 e consacrato nel 1619 come santuario per l'immagine miracolosa della Vergine con il Bambino affrescata dal Bertone su disegno di Lelio Orsi (1573). Nel 1615 fu ultimata la costruzione del tempio a croce greca, progettato dal ferrarese Balbi ma eseguito dal reggiano Francesco Pacchioni, che modificò la cupola disegnata dal senese Pugliani. La decorazione dell'interno, avviata durante il terzo decennio del XVII secolo, rappresenta uno degli esempi più rilevanti dell'arte figurativa barocca dell’Emilia-Romagna. All'impresa concorsero Ludovico Carracci, Tiarini, Talami e Guercino, per le pale d'altare; Desani, Bononi, Ferrari, Spada e Tiarini, per gli affreschi. Di particolare ricchezza il complesso decorativo della cappella della Madonna della Ghiara, progettato dall'architetto Giovan Battista Magnani (1615).