
Ferrara
Nacque a Reggio Emilia. Si trasferiva in seguito a Ferrara con la famiglia dove riceveva un’educazione umanistica ma, nel 1500 a causa della morte del padre, si trovò costretto a interrompere gli studi e ad assumersi la responsabilità della famiglia. Entrò dapprima al servizio del cardinale Ippolito e poi di Alfonso d’Este. Nel 1516 uscì la prima edizione dell’Orlando Furioso mentre nel 1532 fu realizzata la terza e definitiva edizione. Nel 1517 egli si opponeva a seguire in Ungheria il Cardinale Ippolito d’Este adducendo a motivazione la salute cagionevole ma, nel 1522, accettava l’incarico di governatore della Garfagnana, conferitogli da Alfonso d’Este per sedare il brigantaggio e le liti fra i valligiani, incarico che lo teneva lontano da Ferrara per tre anni. Al ritorno da Castelnuovo, il poeta aveva cinquantadue anni e avvertiva il bisogno di ritirarsi in un ambiente domestico rassicurante, che lo consolasse dell’allontanamento da Alessandra Benucci, sua moglie, che continua a vivere nella sua casa in Contrada di Santa Maria in Vado, dove il marito la raggiunge attraversando la città. In questa casa il poeta moriva, assistito dal figlio Virginio e dalla moglie, all’età di 58 anni.
L’edificio fu acquistato da Ludovico Ariosto tra la primavera e l’estate del 1526, al termine del suo incarico come governatore della Garfagnana. Due anni dopo la proprietà fu ampliata con un terreno confinante, esteso verso la chiesa vecchia di San Benedetto. Il complesso era collocato in contrada Mirasole, zona abitata soprattutto da funzionari e dipendenti della corte, all’interno dell’Addizione Erculea, il grande progetto urbanistico avviato da Ercole I d’Este. Nel ristrutturare la casa Ariosto si era ispirato alla tradizione edilizia ferrarese, reinterpretandola con soluzioni inedite sia nella distribuzione interna che nell’aspetto esterno. Il risultato è una dimora ad impianto quadrato le cui caratteristiche riflettevano un equilibrio architettonico nuovo rispetto ai modelli contemporanei e che non avevano precedenti nel panorama cittadino. Innovativa, in particolare, è la disposizione dei camini sul lato opposto rispetto al fronte strada, così come orginale è lo spazio riservato all’ampia sala che occupa gran parte del piano superiore. Sulla facciata inoltre Ariosto ha voluto mantenere l’iscrizione preesistente: «Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non / sordida, parta meo, sed tamen aere domus», (la casa è piccola ma adatta a me, pulita, non gravata da canoni e acquistata solo con il mio denaro). Oggi le sale al piano nobile di questa “piccola casa” propongono una ricostruzione storico-evocativa dell’allestimento realizzato in occasione delle Celebrazioni per i Centenari Ariosteschi del 1875 e del 1933, attraverso cimeli e pregevoli edizioni delle opere del poeta.
Paesaggi culturali Confini mobili di Edda Bonini
Pubblicazioni e cataloghi Folin, M., "Ariosto architetto" in I voli dell'Ariosto, a cura di Cogotti M., Farinella V., Preti M., Officina Libraria, Milano 2016, pp. 63-77.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.
Pubblicazioni e cataloghi Moscardini, G., "Cimeli e reliquie di Ludovico Ariosto e Torquato Tasso. Un'ipotesi di musealizzazione" in Musei Ferraresi 19, Musei Civici di Arte Antica, Ferrara 2000, pp. 87-100.
Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Casa dell'Ariosto, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 131, n. 21.
Pubblicazioni e cataloghi Folin, M., "Ariosto architetto" in I voli dell'Ariosto, a cura di Cogotti M., Farinella V., Preti M., Officina Libraria, Milano 2016, pp. 63-77.
Pubblicazioni e cataloghi Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.
Pubblicazioni e cataloghi Moscardini, G., "Cimeli e reliquie di Ludovico Ariosto e Torquato Tasso. Un'ipotesi di musealizzazione" in Musei Ferraresi 19, Musei Civici di Arte Antica, Ferrara 2000, pp. 87-100.
Pubblicazioni e cataloghi Landi E., Casa dell'Ariosto, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 131, n. 21.
Storia dell’edificio La casa, realizzata probabilmente su disegno di Girolamo da Carpi, fu acquistata dall'Ariosto nel 1526 a fronte di enormi sacrifici. Sopra la porta d'ingresso egli fece incidere la celebre iscrizione: "Parva sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta meo sed tamen aere domus" (la casa è piccola, ma adatta a me, pulita, non gravata da canoni e acquistata solo con il mio denaro). Il prospetto, con due lesene angolari sovrapposte, mostra i tipici caratteri della sobria architettura tipica dell’edilizia minore ferrarese. Nella gestione degli spazi interni, soprattutto nella disposizione dei camini e nello spazio dell'ampia sala, mostra invece alcuni elementi di innovazione rispetto alle case tradizionali. Passata ai conti Pompili di Ravenna, l’edificio fu quindi ceduto al Cittadella nel 1747 e successivamente, nel 1811, venne acquistato dal Comune di Ferrara. Gli ambienti interni conservano tuttora le caratteristiche originali del tempo dell’Ariosto, oltre a mobili ed arredi di pregio.