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avanzo di flauto d'amore

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Strada Maggiore, 34 – Bologna (BO)

Magazzari Ermenegildo

1767/ notizie fino al 1808

avanzo di flauto d'amore

legno di bosso ,
avorio,
argento
mm
Misure approssimative: lunghezza del pezzo superiore 235,9//lunghezza del tenone superiore del pezzo superiore 2877lunghezza del tenone inferiore del pezzo superiore 22//lunghezza del pezzo inferiore 133,9//lunghezza del tenone del pezzo inferiore 17,5 (continua in OSS)
sec. XIX (1800 – 1808)

n. 1811

Si tratta d'un avanzo di flauto d'amore, composto del pezzo superiore, del pezzo inferiore e del piede. Quindi manca la testata ed eventualmente il barilotto. Il tubo intorno alla mortasa del pezzo inferiore è tornito con un lieve rigonfiamento. La mortasa del piede non ha rigonfiamento. Intorno alla mortasa del pezzo inferiore e alle due estremità del piede ci sono anelli di avorio. La cameratura è conica rovescia con un leggero allargamento del piede.
Cinque chiavi: Mib, Fa (col piattino a destra), Sol#, Sib e Do. Le chiavi sono di argento. I piattini sono rotondi e piatti con cuscinetti conici di piombo ribaditi. I piattini sono ribaditi alle leve. Le palette delle chiavi Mib e Sib hanno la forma d'una doppia ghianda, quelle delle altre chiavi sono a ghianda. Le chiavi hanno supporti in blocchetti ricavati dal legno del tubo. Le molle di ottone sono ribadite alle palette.
Lo strumento fa coppia con nctn 00000015 da cui differisce solo per la presenza su quest'ultimo di un punto sui quattro pezzi; per il resto gli corrisponde in tutti i particolari, con l'eccezione di lievi varianti nelle misure.

I flauti sono aerofoni in cui il flusso d'aria è diretto contro lo spigolo di un'apertura situata nella parte iniziale del tubo. Esistono nel mondo numerose specie di flauti. In Europa sono da distinguere principalmente – laddove si prescinde da certi flauti di natura etnica o popolare – due tipi: i flauti dolci e quelli traversi.
I flauti traversi sono flauti che il suonatore tiene in posizione più o meno orizzontale, quindi trasversale rispetto al suo corpo. Il foro d'imboccatura è laterale e ha uno spigolo aguzzo, contro cui il suonatore dirige direttamente il fiato. Sino alla metà del secolo XVII il corpo del flauto ha sei fori laterali per le dita. Per quanto sia possibile accertare, la cameratura in questo periodo è più o meno cilindrica. Sino al secolo XVI il flauto è normalmente costruito in un solo pezzo. Tra l'ingresso del tubo e il foro d'imboccatura dei flauti traversi è sempre inserito un sughero spostabile che garantisce l'intonazione giusta dei suoni.
Il flauto traverso, come tipo, proviene anch'esso dall'oriente e penetrò in Europa attraverso l'impero bizantino, l'Ungheria, la Boemia, poi la Germania, da dove fu introdotto più tardi nei paesi del meridione e dell'occidente. La prima menzione del flauto traverso in Germania è del secolo XII (Herrad von Landsberg, Hortus Deliciarum). Fuori della Germania lo strumento mantiene sino al secolo XVIII il nome di flauto alemano, fiùte allemande, German flute, ecc.
Intorno al 1720 iniziò la formazione d'una nuova "famiglia" di flauti traversi: furono costruiti strumenti con tubi più lunghi e con fondamentali più bassi in confronto ai flauti "normali", e anche strumenti più corti con fondamentali più alti. La differenza essenziale tra i flauti piccoli e grandi del rinascimento e tali flauti nel periodo qui considerato, è che gli ultimi sono tutti strumenti traspositori. In altre parole: la diteggiatura e la notazione di tali strumenti corrispondono a quelle del flauto traverso "normale", ma il suono è differente. Così è possibile che un suonatore di
flauto "normale" possa maneggiare anche i flauti grandi e piccoli senza studio speciale.
I flauti più grandi sono quindi più bassi del flauto traverso "normale". Sono da distinguere per lo meno tre tipi di flauti grandi:
1. flauti d'amore, strumenti traspositori in La oppure in Lab, quindi traspositori di una terza minore o maggiore più bassa. L'espressione "d'amore" fu adottata inizialmente per gli oboi. All'inizio del secolo XVIII, come vedremo, fu ideato un oboe traspositore in La, chiamato oboe d'amore. Passerebbe i limiti di questo catalogo riassumere le speculazioni sopra l'etimologia di questo termine. Sta di fatto che l'espressione "d'amore" venne applicata anche ai flauti traspositori d'una terza più bassa. I primi flauti d'amore nacquero intorno al 1720. Il tipo sparì dalla prassi musicale dopo il 1850;
2. flauti contralti, generalmente in Sol, quindi traspositori di una quarta più bassa, a volte in Fa, dunque traspositori di una quinta più bassa. Anche il flauto contralto nacque nel '700. Lo strumento è prescritto ancora nel nostro secolo in alcune opere per orchestra sinfonica;
3. flauti bassi all'ottava inferiore dei flauti "normali". I flauti bassi non sono rappresentati in questa collezione.

Ermenegildo Magazari – o Magazzari, come figura il cognome nella maggior parte dei documenti, – nacque a Bologna il 2 luglio 1767. Fu attivo a Bologna come costruttore di flauti traversi, oboi, clarinetti, fagotti e corni bassi per lo meno dal 1792 al 1808. Dal 1805 al 1808 abitava in strada Castiglione 416. Dopo il 1808 deve aver lasciato Bologna, e dopo questa data di lui non ci sono più tracce. La data della sua morte è sconosciuta (Bernardini 1987-88).

Che il flauto qui descritto fosse stato costruito dopo il 1800 si desume dall'applicazione di più di una chiave, e dal supporto di tutte le chiavi (anche del Mib) in blocchetti. Ovviamente il Magazari applicò a volte anche i cuscinetti di piombo inventati da Johann Friedrich Boie a Gottinga e brevettati a Londra da William Henry Potter (si veda scheda nctn 00000028).

Bibliografia Van der Meer J.H.
Strumenti musicali europei del Museo Civico medievale di Bologna
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1993
p. 45

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Identificazione: Magazzari
Posizione: sul pezzo superiore al di sopra del foro I, sul pezzo inferiore tra i fori IV e V, e sul piede sotto
Descrizione: stella a sei punte / MAGAZARI / BOLOGNA / fiore con cinque petali

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