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turcasso per frecce

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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

turcasso per frecce

armi e accessori

Sudan – cultura Beja (Hadendoa)

Africa settentrionale – Sudan

legno decorticatura/ intaglio/ levigatura/ rivestimento

pelle animale taglio/ sagomatura/ impressione/ cucitura

ferro fusione/ forgiatura/ affilatura

fibra tessile filatura/ torsione/ legatura

cm
56 (a) 6 (d)
1884 ca.

n. 3034

Turcasso in legno di forma cilindrica ricoperto in pelle e con tracolla in cotone colorato, in cui sono conservate 19 frecce

Funzione: contenitore per frecce

Il manufatto compare nell'elenco della seconda donazione ricevuta per mano di Edoardo Mazzetti, fratello di Carlo con lettera datata 15 luglio 1884. L'oggetto in esame appare descritto come "1 Portafreccie". L'episodio da cui deriva la seconda donazione conosciuta di Carlo Mazzetti è molto ben documentato. Infatti, oltre alla lettera di accompagnamento scritta dal fratello Edoardo, indirizzata al sindaco di Bologna Gaetano Tacconi affinché gli oggetti inviati dall'agente consolare andassero a incrementare le raccolte già esistenti nel Museo Civico, comprende anche una «Memoria» autografa di Carlo, in cui enumera gli oggetti e ne spiega la provenienza, il campo di battaglia di Tamai, non lontano dalla città di Suakin, nel Sudan, dove il 13 marzo dello stesso anno truppe inglesi avevano sconfitto le forze mahadiste guidate da Osman Digna, nel corso di operazioni militari conseguenti al sorgere del conflitto anglo-sudanese (1881-1899). Un turcasso molto simile (ID Samira 81591) è conservato presso il Museo di San Domenico di Imola, nel contesto della raccolta Manara, i cui oggetti risalgono alla stessa epoca. Le donazioni al Municipio e al Museo Civico di Bologna effettuate da Carlo Mazzetti risalgono alla seconda metà dell'Ottocento e sono composte da materiali di varia natura raccolti in larghissima maggioranza tra Egitto e Sudan. Tra questi, i materiali archeologici donati al Municipio di Bologna nel 1864 tramite il fratello Domenico, dunque prima dell'inaugurazione del Museo Civico, sono tuttora ignoti. Un consistente numero tra le armi ricevute fu iinvece collocato nella vetrina K dell'organizzazione espositiva pensata per le sale al momento dell'inaugurazione. Le ricerche condotte nell'ultimo periodo hanno messo in luce aspetti del tutto sconosciuti della vicenda collezionistica di Mazzetti, come il rapporto con il professore e rettore della Regia Università di Bologna, Luigi Calori, a cui l'agente consolare bolognese nel 1886 e nel 1891 inviò raccolte di «crani antichi»; nella seconda occasione tramite Antonio Gandolfi, all'epoca governatore dei possedimenti coloniali dell'Italia in Eritrea.

Bibliografia Lord Edgerton
Indian and Oriental Armour
Mineola, New York
Dover Publications
2002

Bibliografia Villa L.
Regio agente consolare italiano a Zagazig: Nuovi documenti sulle collezioni donate alla città e ai cittadini di Bologna
Strenna Storica Bolognese
2017

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