
n. SN19
Ushabti mummiforme in faïence turchese dall’eccellente stato di conservazione. La resa dei dettagli è di notevole pregio, a partire della fisionomia del personaggio il cui volto è incorniciato da una parrucca striata e tripartita che ne evidenza le grandi orecchie. La barba posticcia è piatta e arricciata all’estremità inferiore. Le braccia sono incrociate sul petto e le mani, fuoriuscendo dal sudario, impugnano i tipici attrezzi agricoli: la sinistra tiene un falcetto, mentre la destra una zappa e una corda a cui è legata la borsa per le sementi, visibile posteriormente sulla spalla sinistra. Dalla stessa prospettiva è evidente un pilastro dorsale anepigrafe che si congiunge alla base d’appoggio trapezoidale della statuetta. Sul corpo del defunto, fin sopra al dorso dei piedi, corre il capitolo 6 del Libro dei Morti, sviluppato su 10 righe che procedono verso sinistra. Traduzione del testo: “O questi ushabti, se è chiamato l’Osiride, il padre divino Psammetico nato da Seba-rekhyt, a compiere qualsiasi lavoro che deve essere fatto là, nella necropoli, – se un ostacolo si presenta – là, come un uomo ai suoi doveri, voi direte “Eccomi” ogni volta per servire là, per coltivare il campo, per irrigare i canali, per trasportare la sabbia dell’Occidente a Oriente e viceversa, “Eccomi” voi direte”.
Le caratteristiche morfologiche e stilistiche della statuina permettono un inquadramento cronologico alla XXVI dinastia (664-525 a.C.), mentre l’analisi del testo fornisce preziose informazioni sull’identità del defunto al quale era destinata. Si tratta del “padre divino” Psammetico, figlio di Seba-rekhyt, a cui appartiene un ricco corredo funerario disseminato nelle collezioni egittologiche d’Europa e d’oltreoceano. Provenienza: Necropoli menfite (Saqqara?).
Il 15 marzo 2019 il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna ha riconsegnato questo manufatto alla comunità modenese. Il reperto era stato rubato al Museo Civico Archeologico Etnologico nel dicembre del 1964. Una foto dell’epoca, pervenuta alle autorità in seguito alla denuncia di furto da parte dell’allora direttore Benedetto Benedetti, ne ha permesso la recente identificazione e il recupero dal mercato antiquario.
Bibliografia
Zanasi C. (a cura di)
Storie d’Egitto. La riscoperta della raccolta egiziana del Museo Civico di Modena
Firenze
All’insegna del Giglio
2019
scheda integrativa