
Bertinoro
Il ritrovamento di una cisterna, di condutture e di altri manufatti di epoca romana giustificano l’ipotesi che le acque della Fratta, nei pressi del fiume Ronco e del Rio Salso, fossero già note nell’antichità. Altre notizie si hanno nel XV secolo quando pare che Barbara Manfredi, moglie di Pino Ordelaffi, signore di Forlì, si fosse curata con queste acque. Fu però solo nel 1811 che le acque vennero analizzate, per interessamento del governo napoleonico. I medici incaricati degli esami trovarono che le acque avevano utilità terapeutica e purgativa. In seguito le acque vennero anche imbottigliate e commercializzate. Nel 1857 si iniziarono lavori di sistemazione idraulica e ambientale, a cura della famiglia Croppi, divenuta proprietaria delle terme dal 1846. Il maggior impulso però si ebbe negli anni 20 del XX secolo per merito della famiglia Croppi-Colitto che con il supporto delle società Amuchina e Eridania diede vita alle “Fonti Romane della Fratta”. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la gestione passò all’I.N.P.S. (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale), che, nel 1936, aveva edificato nei pressi del vecchio stabilimento il complesso che attualmente costituisce il centro delle terme. L’edificio, nato con lo scopo di assolvere alle cure sociali, nel dopoguerra di fatto sostituì integralmente il vecchio padiglione delle cure, che fu demolito insieme al coevo teatro, immediatamente dopo l’acquisizione da parte dell’Ente.
Fino al 1993 le cure erogate nell’imponente edificio neoclassico intitolato a Girolamo Mercuriali (anatomista forlivese), erano riservate agli assistiti I.N.P.S.; per i privati era riservato il Padiglione Donatangelo Colitto (dal nome di uno dei fondatori, marito di Clara Croppi), realizzato in una palazzina all’interno del parco termale negli anni ’60 del 900. Successivamente tutte le strutture sono passate alla gestione privata.
Dopo un periodo di chiusura per restauro le terme hanno riaperto con servizi innovativi accanto a quelli tradizionali.
Nel grande parco termale si trovano oltre alle imponenti architetture neoclassiche, che richiamano l’origine romana delle terme, anche chioschi e fontane ad esedra, corrispondenti ciascuna ad una particolare tipologia di acqua.
Le terme sono immerse in un ampio parco che si snoda lungo il Rio Salso, percorso da viali e attrezzato per “percorsi vita”. Nel parco sono presenti sequoie, cedri, del libano, abeti, magnolie e liquidambar.
Caratteristiche delle acque:
acque salse (inclusi tutti i sottogruppi);
acque sulfuree(inclusi tutti i sottogruppi).
Personalità collegate:
Grazia Deledda (scrittrice);
Alfredo Panzini (scrittore);
Augusto Murri (medico);
Marino Moretti (poeta, frequentò abitualmente le terme)
Notizie storiche, culturali e paesaggistiche del contesto:
Arroccata sopra il colle che domina Fratta Terme sorge Bertinoro, da cui lo sguardo spazia sulla pianura fino all’Adriatico. È questa una cittadina le cui origini risalgono almeno al secolo XI e che fu contesa fra forlivesi, cesenati e riminesi; ancora oggi conserva il caratteristico aspetto medioevale, con le strette vie, tratti delle mura perimetrali e due delle antiche porte. Simbolo della città di Bertinoro è la Colonna dell’Ospitalità che si erge sul fondo della piazza. Secondo la leggenda per evitare le liti fra le famiglie locali che si contendevano l’onore di ospitare i visitatori, fu innalzata, nel sec. XIII, la Colonna provvista di anelli per legarvi le cavalcature, un anello per ogni famiglia e a seconda di dove veniva legato il cavallo dal viaggiatore, lì cadeva la scelta dell’ospite. Ancora oggi questi luoghi offrono un’accoglienza calorosa fatta anche di cibi rustici ma gustosi e buon vino.
L’insediamento romano della Fratta venne distrutto dai barbari nel 672 d.C. e solo verso l’anno 1000 ricominciò ad essere abitato. Sorte simile toccò anche a Forlimpopoli, vicino centro collocato sulla via Emilia, che fu municipio romano col nome di Forum Popilii; la sua ricostruzione si deve in gran parte agli Ordelaffi, signori di Forlì, così come l’aspetto attuale della Rocca che domina la piazza centrale. Forlimpopoli diede i natali a Pellegrino Artusi, famoso gastronomo; in sua memoria ogni anno hanno luogo le celebrazioni Artusiane, occasione per degustare la cucina locale.