
complesso decorativo
Elegante decorazione pittorica ad affresco in stile liberty realizzata nel 1921.
L’iscrizione nell'epigrafe in marmo posta sulla parete di fronte l’ingresso, chiarisce il nome dato alla sala, “Sala di Montevideo”, e la sua ragion d’essere: PER IL 14 SETTEMBRE 1921 QUESTA SALA DEI CIMELI DANTESCHI LA DANTE ALIGHIERI DI MONTEVIDEO DISPOSE E DECORO' IN SEGNO DI RIVERENTE OMAGGIO AL POETA D’ITALIA.
Il progetto del poliedrico artista piemontese Giovanni Buffa fu eseguito dal pittore triestino Vittorio Melchiori. Sul soffitto, sviluppati lungo una linea perimetrale rettangolare, sono iscritti i versi dell’invettiva di Dante contro i superbi: “Non v’accorgete voi che noi siam vermi / nati a formar l’angelica farfalla / che vola alla giustizia sanza schermi?” (Purgatorio, X, 124- 126). Al centro l’iscrizione AVE crociato che si ripete sei volte entro tralci vegetali.
La sala conserva appesi alle pareti undici cimeli, fra ghirlande e targhe, che associazioni italiane ed estere vollero donare in occasione del VI centenario della morte di Dante, come dimostrazione della forte e sentita partecipazione alle celebrazioni. Questi sono appesi alle pareti entro la decorazione pittorica a racemi dall'alloro che, idealmente, fuoriescono dalla base di una serie di colonne stilizzate. Concludono l’arredamento gli stipi in legno di noce, riuniti da un rivestimento ligneo continuo, ognuno decorato a intaglio con una grande foglia di palma centrale legata con un nastro recante il motto “VIRTUTI ET HONORI”.
Nella parete destra della sala vi sono delle finestre le cui originali vetrate erano state realizzate dalla ditta Giovanni Beltrami di Milano, per la quale lavorava il Buffa, ma che purtroppo non sono pervenute, distrutte dai bombardamenti del 1944; anch'esse probabilmente ripetevano i colori e i temi vegetali delle pareti.
La decorazione pittorica fu commissionata dagli emigranti italiani di Montevideo e dalla Società Dante Alighieri della capitale uruguaiana, secondo il suggerimento di Ambrogio Annoni che, come Soprintendente a Ravenna e in accordo all'emerito Senatore ravennate Corrado Ricci, volle che questa sala venisse curata dalla sezione della Dante Alighieri di Montevideo, presieduta a quel tempo dal Commendatore Giuseppe Fiocchi. La sala veniva a far parte del nascente Museo Dantesco, realizzato nel 1921 per ospitare i cimeli e gli omaggi danteschi. Anche gli artisti che si occuparono della decorazione e dell’allestimento vollero omaggiare Dante prestando gratuitamente la propria opera, “contentandosi solo del rimborso delle spese sostenute” (Boattini, 1951).
Bibliografia
Boattini C.
Il museo di Dante a Ravenna
Ravenna
Società Tipo-Editrice Ravennate
1951
p.7
Bibliografia
Fontana V.
Museo Dantesco, Opera di Dante, Ravenna
Ravenna
Essegi
1989
pp.7
Bibliografia
Poggiali D.
Il nuovo Museo Dantesco di Ravenna
Bollettino dantesco per il settimo centenario Comitato ravennate della Società Dante Alighieri
Ravenna
2013
pp. 131 – 133
pp. 135-137
Bibliografia
Annoni A.
La tomba del Poeta e il recinto dantesco
Milano
Bestetti e Tuminelli
1924
p. 28