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Serie Ninfea, 216x216 mm, decoro con serigrafia a secondo fuoco e rilievo lavato in pasta bianca da rivestimento. Design: Marco Zanuso.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 1, settembre 1987, p. 88.
Serie Ninfea, 216×216 mm, decoro con serigrafia a secondo fuoco e rilievo lavato in pasta bianca da rivestimento. Design: Marco Zanuso. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 1, settembre 1987, p. 88.
Serie Bodoni, tipo Beta, pasta bianca 216x216 mm, decorata con serigrafia a terzo fuoco. Design: Vittorio Gregotti, 1975.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 2, giugno 1988, p. 86
Serie Bodoni, tipo Beta, pasta bianca 216×216 mm, decorata con serigrafia a terzo fuoco. Design: Vittorio Gregotti, 1975. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 2, giugno 1988, p. 86
Serie Fiori bianco 3, 216x216 mm. Design: Cini Boeri per Nuove Industrie Ceramiche Cedit.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 9, novembre 1990, p. 90.
Serie Fiori bianco 3, 216×216 mm. Design: Cini Boeri per Nuove Industrie Ceramiche Cedit. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 9, novembre 1990, p. 90.
La designer Maria Luisa De Romans posta frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
La designer Maria Luisa De Romans posta frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Dova Gianni posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Dova Gianni posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Ross Littell posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Ross Littell posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Marcello Pirro posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Marcello Pirro posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Immagine pubblicitaria tratta da: CERsaie 1990 [p. 219]
Immagine pubblicitaria tratta da: CERsaie 1990 [p. 219]
Immagine pubblicitaria tratta da: CER il giornale della Ceramica, marzo 1998 [p. 21]
Immagine pubblicitaria tratta da: CER il giornale della Ceramica, marzo 1998 [p. 21]
Collezione "Step" in grès porcellanato smaltato Chinatown nel colore Noce, formato 333x500 mm.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 40, marzo 2001, p. 26
Collezione "Step" in grès porcellanato smaltato Chinatown nel colore Noce, formato 333×500 mm. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 40, marzo 2001, p. 26
"Storie" - In linea con una ricerca che indaga i rapporti spazio-temporali e che rileva le tracce della storia negli interstizi degli ambienti famigliari della quotidianità, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto presentano per Cedit la collezione Storie, composta da sei distinte serie di superfici murarie sulle quali i giovani designer iscrivono il tema dell’incessante scorrere del tempo. Grès porcellanato, 2017.
"Storie" – In linea con una ricerca che indaga i rapporti spazio-temporali e che rileva le tracce della storia negli interstizi degli ambienti famigliari della quotidianità, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto presentano per Cedit la collezione Storie, composta da sei distinte serie di superfici murarie sulle quali i giovani designer iscrivono il tema dell’incessante scorrere del tempo. Grès porcellanato, 2017.

Fiorano Modenese

Cedit Ceramiche d'Italia

Serie Ninfea, 216x216 mm, decoro con serigrafia a secondo fuoco e rilievo lavato in pasta bianca da rivestimento. Design: Marco Zanuso.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 1, settembre 1987, p. 88.
Serie Ninfea, 216×216 mm, decoro con serigrafia a secondo fuoco e rilievo lavato in pasta bianca da rivestimento. Design: Marco Zanuso. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 1, settembre 1987, p. 88.
Serie Bodoni, tipo Beta, pasta bianca 216x216 mm, decorata con serigrafia a terzo fuoco. Design: Vittorio Gregotti, 1975.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 2, giugno 1988, p. 86
Serie Bodoni, tipo Beta, pasta bianca 216×216 mm, decorata con serigrafia a terzo fuoco. Design: Vittorio Gregotti, 1975. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 2, giugno 1988, p. 86
Serie Fiori bianco 3, 216x216 mm. Design: Cini Boeri per Nuove Industrie Ceramiche Cedit.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 9, novembre 1990, p. 90.
Serie Fiori bianco 3, 216×216 mm. Design: Cini Boeri per Nuove Industrie Ceramiche Cedit. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 9, novembre 1990, p. 90.
La designer Maria Luisa De Romans posta frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
La designer Maria Luisa De Romans posta frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Dova Gianni posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Dova Gianni posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Ross Littell posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Ross Littell posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Marcello Pirro posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Il designer Marcello Pirro posto frontalmente a una delle sue creazioni, fotografia conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza
Immagine pubblicitaria tratta da: CERsaie 1990 [p. 219]
Immagine pubblicitaria tratta da: CERsaie 1990 [p. 219]
Immagine pubblicitaria tratta da: CER il giornale della Ceramica, marzo 1998 [p. 21]
Immagine pubblicitaria tratta da: CER il giornale della Ceramica, marzo 1998 [p. 21]
Collezione "Step" in grès porcellanato smaltato Chinatown nel colore Noce, formato 333x500 mm.
Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 40, marzo 2001, p. 26
Collezione "Step" in grès porcellanato smaltato Chinatown nel colore Noce, formato 333×500 mm. Immagine pubblicitaria tratta da: CA Ceramica per l'Architettura n. 40, marzo 2001, p. 26
"Storie" - In linea con una ricerca che indaga i rapporti spazio-temporali e che rileva le tracce della storia negli interstizi degli ambienti famigliari della quotidianità, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto presentano per Cedit la collezione Storie, composta da sei distinte serie di superfici murarie sulle quali i giovani designer iscrivono il tema dell’incessante scorrere del tempo. Grès porcellanato, 2017.
"Storie" – In linea con una ricerca che indaga i rapporti spazio-temporali e che rileva le tracce della storia negli interstizi degli ambienti famigliari della quotidianità, Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto presentano per Cedit la collezione Storie, composta da sei distinte serie di superfici murarie sulle quali i giovani designer iscrivono il tema dell’incessante scorrere del tempo. Grès porcellanato, 2017.
Via Canaletto 24 – Fiorano Modenese (MO)
Tel. 0536 840111

Fondazione: 1956

Fondata nel 1956, CEDIT è un'azienda che da sempre si è focalizzata sulla ricerca dei materiali e del giusto design all’interno del settore industriale delle piastrelle in ceramica dove la ricerca sull’impiego di segni ornamentali applicati alla superficie ha avuto impulso negli anni con il coinvolgimento di progettisti dal calibro di Albe Steiner, Enzo Mari, Ettore Sottsass, Bob Norda, Marco Zanuso, Bruno Munari, Achille e Piergiacomo Castiglioni. Fu così che ebbe inizio una nuova era nella ceramica da rivestimento concentrandosi su un nuovo concetto di estetica per la casa.
Oggi, parte del Gruppo Florim, il marchio CEDIT è da oltre cinquant’anni sinonimo di sperimentazione estetica e tecnica nell’ambito della ceramica.

La Cedit fu fondata a Milano nel 1947. Il suo primo stabilimento è stato costruito l’anno seguente a Lurago d’Erba, in provincia di Como. Denominata Cedil Ceramica di Lurago d’Erba S.p.A., sorta per produrre piastrelle smaltate per rivestimenti in pasta bianca. Nel 1948, è stato attivato un impianto pilota con un forno di tipologia “a tunnel”, di fabbricazione americana (BK) per la cottura del biscotto. Inizialmente si producevano piastrelle nel formato 7,5×15 cm e nel 1955, con l’entrata in produzione del formato 10,8×10,8 cm ha avuti inizio anche la storia del decoro Cedit con una linea di piastrelle disegnate da Albe Steiner. La Cedil ha partecipato a tutte le fiere di Milano e nel 1957, era presente anche alla fiera di New York. Nel 1954, La Cedil avvertì l’esigenza di completare la gamma dei suoi prodotti realizzando pavimenti smaltati in due modalità: 108×216 mm su biscotto pressato di produzione di fabbriche specializzate con smalti appositamente studiati; il secondo metodo è stato proposto dagli architetti Scarzella e Zanuso denominato “SZ 1”. Era semplicemente un modulo che, grazie alla sua silhouette originale, realizzato in una vasta gamma di colori, era un elemento che consentiva un gran numero di disegni. Nel 1955, la Cedil, rilevò la maggioranza azionaria delle Ceramiche Dester S.p.A., una scelta dalla quale ne derivò La Cedis Ceramiche di Sicilia S.n.c. Nel 1956, con la collaborazione dell’architetto Marco Zanuso, fu realizzato lo stabilimento di Tommaso Natale a Palermo. Il Gruppo Cedil-Cedis aveva allora 322 dipendenti. La potenzialità produttiva totale era di 2.200 metri quadrati al giorno di piastrelle per pavimenti e rivestimenti. Da queste due società nacque la Cedit S.p.A. lanciando il nuovo marchio CEDIT progettato dal famoso grafico Albe Stainer. Nel 1960 fu incorporata la Ceramica Trinacria con sede a Messina e nel 1967, l’Italceramica con sede a Bareggio (MI). Negli anni Sessanta la scelta strategica della Cedit S.p.A. fu quella di accentrare un gran numero di designers per riportare nell’ambito della ceramica effetti estetici in linea con l’evoluzione della moda del periodo. Per raggiungere tale obiettivo, Cedit S.p.A., istituì il concorso “Piastrella d’oro”, in collaborazione con l’ADI. Lo scopo del concorso era di dare l’opportunità ai designers più attivi e qualificati di proporre attraverso la loro creatività, soluzioni estetiche da realizzarsi sulla superficie ceramica. Nel 1961, la “Piastrella d’oro”, fu vinta dagli architetti S. Maria e G. Gramigna con “Vergara”. L’ultima edizione (1966), venne vinta da dall’architetto Cini Boeri con “Elle”. Si trattava di un modulo a forma di elle progettato contemporaneamente a una serie di accessori ad incasso realizzati nello stesso formato. La giuria era composta da: Sergio Asti, Vittorio Gregotti, Tino Sarpaneva, Mario G., Tedeschi Giambattista Zanchi. Per la prima volta, nella storia della ceramica, nel 1968 fu presentata la “moda dell’anno” nel campo delle piastrelle da rivestimento. Nel 1970, fu indetta da Cedit, un’originalissima mostra tenutasi nel Centro di esposizione di Via Verri, 4 Milano. Una mostra intitolata “Collezione Cedit 68, la moda non come capriccio ma come aggiornamento, la ceramica da rivestimento oggi ma anche per domani”, furono esposte 16 idee grafiche su una scacchiera a parete. Nel 1971, l’evoluzione e la diversificazione portò l’azienda a sviluppare un reparto di ricerca e sviluppo per approfondire progressivamente il potenziamento di effetti estetici sempre più esclusivi dove vide la collaborazione di un nuovo gruppo di designers affermati tra cui: Bellini, Bettonica, Grignani e Munari. In seguito furono acquisite due ulteriori aziende: la fabbrica di Orcenico (Pordenone) e Roccasecca (Frosinone) già di proprietà di Ideal Standard S.p.A. A seguito della fusione di più società, nel 1972 i sei stabilimenti, appartenevano alla Cedit S.p.A.
La Cedit aveva impianti fissi per un valore di 7.500 milioni di Lire e un personale composto da 1.060 addetti. I centri produttivi Cedit erano dislocati in sei località italiane:
Lurago d’Erba (Como), Bareggio (Milano), Tommaso Natale (Palermo), Tremestieri (Messina), Roccasecca (Frosinone), Orcenico (Pordenone).
All’epoca la produzione di piastrelle per pavimenti e rivestimenti era suddivisa in tre sezioni:
1. piastrelle smaltate per rivestimenti per interni, frutto dello stile estroso e originale di svariati e noti designers. I formati erano delle seguenti dimensioni: 108×108, 152×152, 108×216 e 216×216 mm.
2. piastrelle smaltate per pavimenti, prevalentemente in tinta unita per qualsiasi ambiente interno, nei formati: 216×216 e 108×216 mm.
3. piastrelle per pavimenti e pareti in tinta unita per esterni e interni di ambienti pubblici, realizzate in monocottura sottoposta a 1.200 C°, denominata Chinatown, nei formati: 10×10 2 10×20 cm.
La Cedit alla vigilia del ’74 ha trascorso uno sforzo finanziario per il progetto di espansione. Con l’inizio della crisi economica mondiale, l’azienda entrò nel suo periodo di declino. Florim Ceramiche nel 2006 acquista il marchio CEDIT e inizia a pianificare una strategia di rilancio. Con la collaborazione di Hangar Design Group, Florim rilancia il marchio CEDIT a livello internazionale all’interno del settore dell’interior design, affidandogli il compito di dare visibilità online all’azienda.

“In realtà mi da molta soddisfazione che si possa ormai parlare semplicemente di Cedit senza aggettivi. Non mi piace neppure quella qualificazione di “Nuova” che ancora resta nella denominazione della nostra Società, ma che rischia di essere interpretata come soluzione di continuità in una storia della quale ci sentiamo onorati, tutti noi che lavoriamo nella Cedit, di essere i continuatori.
Nel travaglio di questi ultimi due o tre anni che ha portato, con l’intervento di nuove forze finanziarie, alla sostituzione della precedente compagine azionaria, si è riusciti a conservare intatte la forza organizzativa e l’immagine della Cedit integre e vitali le risorse umane e tecniche che costituiscono la forza reale della Società.
Il travaglio è stato intenso ma devo dire che la prova di attaccamento e di lealtà verso la Cedit data dai suoi uomini, a tutti i livelli, anche nei momenti più scuri della crisi e a costo di sacrifici economici individuali, va riconosciuta per il suo merito, anche sul piano morale. Se la Cedit è riuscita a superare la crisi che l’aveva colpita, lo deve ai suoi dipendenti, ai suoi collaboratori esterni, agli stessi clienti che, pur tra mille giustificate perplessità, hanno continuato a sostenerla, nella fiduciosa speranza della sua ripresa. E forse, come credo sinceramente, lo deve anche a quegli imprenditori-concorrenti che pensarono e dissero che la scomparsa della Cedit sarebbe stata una perdita per il settore. Comunque sia, la Cedit è oggi “fuori dal guado”, con i suoi ranghi in ordine, finanziariamente tranquilla e perciò capace di guardare con fiducia al proprio futuro”.
“Ritengo che la Cedit debba proporsi, soprattutto, di fare tesoro del patrimonio di conoscenza tecnica ed estetica accumulato nei suoi trent’anni di lavoro; e di arricchire tale patrimonio con tutte le proprie energie, attraverso un continuo sforzo di ricerca e di sperimentazione sui prodotti, sulle tecnologie, sui processi. Ogni azienda ha una sua propria strategia, che ne determina la natura, l’immagine e la struttura stessa del conto economico. Non esiste una scala di valori delle strategie o delle immagini aziendali, in base alle quali una possa definirsi migliore di un’altra. L’immagine Cedit è legata alla continua innovazione dei prodotti, alla proposta di invenzioni estetiche anche se a volte perfino troppo anticipate rispetto ai tempi di evoluzione della “cultura” del mercato, della qualità della esecuzione, anche se a volte sproporzionatamente costosa. Noi vogliamo continuare a essere Cedit, con la stessa testarda determinazione nella ricerca e nell’offerta del nuovo, anche a costo di commettere, sul piano estetico e commerciale, quegli errori che è impossibile evitare del tutto, quando, appunto, si sceglie il nuovo. Cercheremo però di commettere meno errori, cioè di conservare un miglior equilibrio tra lo stimolo verso il bello e il nuovo e le reali possibilità commerciali”.
Cit. Dott. Giancarlo Cillario, Amministratore delegato Cedit, 1981

Dati raccolti da “30 anni di ricerca per un’estetica nuova della superficie ceramica” Nuove industrie Ceramiche Cedit S.p.A., 31 maggio 1980, documentazione conservata presso la biblioteca del MIC di Faenza

Dati storici 1969 denomizione: CEDIT Ceramiche d'Italia S.p.A.

Dati storici 1981 denominazione: Nuove Industrie Ceramiche CEDIT S.p.A.

Dati storici 1995 denominazione: CEDIT S.p.A.

Dati storici 2006 incorporazione in Florim

Caratteristiche produttive produzione di pavimenti ceramici

Caratteristiche produttive produzione di rivestimenti ceramici

Caratteristiche produttive produzione di pezzi speciali ceramici

Caratteristiche produttive Bicottura bianca (terraglia smaltata)

Caratteristiche produttive Bicottura rossa (faenza smaltata)

Caratteristiche produttive Monocottura chiara (grès chiaro)

Caratteristiche produttive Grès porcellanato smaltato

Bibliografia Piastrelle & cotto
Abitare
Milano
Abitare Segesta
1989
pp. pp. 241-267

Bibliografia Ceramica italiana
La ceramica italiana. La ceramica come rivestimento murale 2.
Interni. La rivista dell’arredamento
Milano
Electa
1981
pp. 38-49

Bibliografia Storia ceramica/Ceramic history
Domus
Milano
Editoriale Domus
2017
pp. [p. 100]

Bibliografia Notario A./ Meduri D.
Piastrelle italiane di ceramica. Elementi di cronologia 1900-2012
Casalgrande Alto
Montanari Vilmy
2014

Bibliografia Non Cedit
Cer il giornale della ceramica
Sassuolo
Edi.Cer
1981

Dove si trova

Via Canaletto 24
Fiorano Modenese (MO)
PatER