
notizie ultimo quarto XVIII sec./ 1843
bracciale
n. 1562
n. 466
l bracciale, con chiusura a scatto, è costituito da larghe maglie inscatolate snodabili ciascuna formata da due lastre sovrapposte e internamente cave. Le varie placche snodabili sono in oro decorato con smalti neri a motivi vegetali e floreali, disposte a coppie identiche e speculari rispetto al dipinto ad acquerello raffigurante a mezobusto il generale Neipperg entro medaglione mistilineo che occupa la posizione centrale. In astuccio originale di marocchino verde con incisioni e dorature di gusto orientale.
In passato ritenuto un monile da lutto commissionato dopo la morte generale Neipperg (1829), questo manufatto rappresenta un tipico esempio del gioiello sentimentale molto amato da Maria Luigia, da collocarsi tuttavia qualche anno prima, quando meglio si spiegherebbe la scelta di un modello a larga fascia e motivi neobarocchi tipico degli anni Venti dell’Ottocento. Le carte reperite nell'Archivio di Stato di Parma (“Casa e Corte di Maria Luigia”, buste 54 e 811) indicano che il 5 aprile 1824 Maria Luigia commissionò al gioielliere milanese Giovanni Manini, uno dei suoi fornitori più assidui, tre bracciali in cui inserire altrettanti ritratti già in suo possesso. I gioielli dovevano essere composti da catene composte da placche nere, di cui quella centrale più grande poteva ospitare in modo interscambiabile i medaglioni, che dovevano però rimanere nascosti, celati dal coperchio; i ritratti potevano poi all’occorrenza essere smontati per essere portati appesi a catene. Di queste tre commissioni, due sono da identificare nella coppia di bracciali ora al Museo Lombardi (il presente bracciale e il suo compagno, inv. n. 1562), ricevuti unitamente a “un ricco braccialetto nero smaltato a placche lavorato a trofei di musica” da riconoscere con il bracciale a placche mistilinee dorate e smaltate pubblicato nel 1942 (PRAMPOLINI 1942).
E' evidente in essi il simbolo del legame amoroso che univa la sovrana all'affascinante generale Neipperg, un segreto gelosamente nascosto dai coperchi delle teche.
Acquisizione: Il gioiello era parte della più volte citata eredità Sanvitale.
Provenienza: Il bracciale passò da Maria Luigia ad Albertina, che lo lasciò poi al figlio Alberto.
Bibliografia
Sandrini F. (a cura di)
I gioielli di Maria Luigia d’Asburgo
Parma
MUP
2009
scheda e ill. pp. 168-171
Bibliografia
Prampolini M.
La duchessa Maria Luigia : vita familiare alla corte di Parma, diari, carteggi inediti, ricami
Bergamo
Istituto Italiano d’Arti Grafiche
1942
p. 371 e fig. tra pp. 44 e 45.M
Bibliografia
Pellegri M.
Il Museo Glauco Lombardi
Parma
Battei
1984
p. 230
Bibliografia
Sandrini F. (a cura di)
Museo Glauco Lombardi
Milano
Touring Club Italiano
2003
p. 57
Bibliografia
Sandrini F. (a cura di)
I gioielli di Maria Luigia d’Asburgo
Parma
MUP
2009
scheda e ill. pp. 168-171