
moneta
Due monete (183a/b) uguali d'argento da 2 Lire. Esse presentano al diritto il busto di Vittorio Emanuele III in alta uniforme di profilo e rivolto verso destra; nel giro l'epigrafe celebrativa e sotto il taglio del busto la firma dell'autore. Sul rovescio è rappresentata una quadriga, decorata con il motto e i nodi sabaudi, che viene trainata da quattro cavalli lanciati in corsa e guidata dalla figura allegorica stante dell'Italia (figura femminile elmata e panneggiata all'antica, che regge in mano rami di alloro e uno scudo); vicino agli zoccoli dei cavalli l'indicazione dell'anno di coniazione, diverso nelle due monete; sopra la linea dell'esergo, a sinistra e destra, le firme del disegnatore e dell'incisore, mentre sotto la linea dell'esergo, al centro, il valore nominale della moneta e, a sinistra, l'indicazione della zecca di produzione.
Due monete italiane da 2 Lire, modello “Quadriga Briosa”, una (183a) coniata nel 1916 e l’altra (183b) nel 1915. La moneta da 2 lire fu adottata dal Regno d’Italia come valuta nazionale nel 1861: i primi esemplari, coniati a Torino e Napoli e realizzati su modello di Giuseppe Ferraris, riportavano sul diritto l'effigie di Vittorio Emanuele II e sul rovescio, entro corona formata da rami di alloro, o semplicemente l’indicazione del valore della moneta o lo stemma sabaudo coronato e accompagnato dal collare dell’ordine della Ss. Annunziata. Salito al trono Umberto I, si continuò con questo secondo modello di rovescio, aggiornando l’effigie del sovrano al diritto; le 2 Lire di quest’epoca furono disegnate dal medaglista Filippo Speranza e coniate a Roma. Durante il regno di Vittorio Emanuele III, studioso di numismatica e grande collezionista di monete, furono emesse monete da 2 Lire di tre tipologie diverse, sempre a seconda della figurazione presente sul rovescio. La prima, detta “Aquila sabauda”, fu realizzata da Filippo Speranza e coniata tra il 1901 e il 1907; essa raffigurava sul rovescio un’aquila coronata con scudo sabaudo sul petto e circondata nel giro dall’epigrafe "REGNO D'ITALIA"; il valore e la data erano indicati in basso nel giro, ai lati del segno di zecca (Roma). Il secondo tipo, detto "Quadriga veloce", fu ideata da Davide Calandra e incisa da Luigi Giorgi; essa venne coniata tra il 1908 e il 1912 e riportava al rovescio una quadriga, rivolta verso sinistra e trainata da cavalli composti e rampanti, che era guidata dalla figura allegorica dell’Italia; vicino agli zoccoli dei cavalli la data, mentre in esergo il nome dell'incisore (la firma del disegnatore compariva sul diritto), il segno di zecca (R) e il valore della moneta. La terza tipologia, detta "Quadriga briosa", fu coniata tra il 1915 e il 1917 e differiva dalla precedente solamente per la foggia dei cavalli, in questo caso rappresentati più scomposti e lanciati in corsa, e per le firme degli autori, Davide Calandra e Attilio Motti, che comparivano entrambe anche al rovescio, sopra la linea di esergo.
Tipologia: punzone
Identificazione: Zecca di Roma
Posizione: rovescio, sotto la linea dell'esergo, a sinistra
Descrizione: Lettera R