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Volume dell'"Ara Amicitiae"

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Via Borgo Parmigianino, 2 – Parma (PR)

libro

carta avorio/ acquaforte/ inchiostro
sec. XVIII (1769 – 1769)

Volume dell'"Ara Amicitiae" in folio (IX ff.).

Questo volume rappresenta uno dei primi e rari lavori che videro unite in collaborazione le personalità geniali di Ennemond Alexandre Petitot e Giambatrista Bodoni. L’architetto, avendo da poco realizzato il progetto dell’Ara Amicitiae per Piazza Grande a Parma, forse utilizzando il tronco rimanente della colonna coclide a encomio dei Borboni e non più servibile per lo Stradone Reale, era nel pieno della sua maturità e da poco aveva ultimato il progetto del Palazzo Ducale.
GB. Bodoni, molto più giovane di lui, era arrivato nello stesso anno 1768 in cui l’Ara doveva essere eretta.
Le ragioni che stanno all’origine di questo volume in folio sono spiegate nella parte scritta che, in due lingue, italiano e francese, accompagnava l’immagine dell’Ara riprodotta nel verso del frontespizio ad acquaforte per il disegno del Petitot e l’incisione di S. Ravenet figlio. Non era solo la consuetudine ad accompagnare i grandi progetti con una documentata descrizione dei medesimi a gloria della corte che li aveva promossi. Nello specifico vi erano almeno due altre buone ragioni.
Innanzitutto si trattava di un riconoscimento dinastico, dedicato alla famiglia Borbone nel quadro delle sue intese amichevoli con gli Asburgo. L’imperatore Giuseppe, in visita alla città di Parma, della quale portava nel cuore il ricordo (per la prima moglie Isabella precocemente scomparsa nel 1763), nel maggio del 1769 aveva scelto di non presenziare a eventuali cerimonie di inaugurazione del monumento. Ciò che era stato spiegato con ragioni di riservatezza poteva essere dovuto ad altri motivi, quale un preciso calcolo diplomatico, che non intendesse mettere l’immagine imperiale nella condizione di chinarsi oltremodo verso i destini della famiglia Borbone di Parma e Piacenza. Tale era l’attesa, che a omaggio della visita imperiale il duca Don Ferdinando aveva inteso prorogare l’evento e quello successivo dello scoprimento del monumento dal 1768 al 1769. Il momento precede ed è di buon auspicio per le nozze ormai concertate tra l’infante e Maria Amalia arciduchessa d’Austria e sorella di Giuseppe II.
In secondo luogo, il volume era una sottolineatura diplomatica ribadita nelle iscrizioni che percorrevano il piedistallo. Quelle qui riportate dovrebbero essere del tutto coincidenti con quelle del monumento distrutto e con quelle dei due modellini in legno, di cui uno è conservato nella Pinacoteca. Insistono sui concetti di fratellanza fra le due famiglie, e attestano l’importanza ai fini civili del matrimonio tra l’Infante Don Ferdinando e Maria Amalia d’Asburgo.

Ennemond Alexandre Petitot (nato a Lione nel 1727) nel 1741 entrò nello studio di Jacques Soufflot, suo primo maestro, e quindi andò a Parigi all'Académie d'Architecture. Vinse il Grand Prix de Rome nel 1745 e, trasferitosi a Roma nel 1746, ottenne il brevetto di Allievo Architetto dell'Accademia di Francia, che aveva come esponente di spicco Giovanni Battista Piranesi.
Dopo un periodo trascorso in Francia, nel 1753 fu chiamato alla corte di Parma dal duca Filippo di Borbone, con l'incarico di 'primo architetto'. Qui seppe intessere una proficua collaborazione col primo ministro Du Tillot, che gli consentì di imprimere un nuovo stile architettonico ed urbanistico alla capitale ducale.
Petitot ristrutturò la Reggia di Colorno con i suoi giardini: creò la Sala Grande (1755), ricostruì lo scalone verso il giardino (1757) e fece in modo di dare al complesso forma pentagonale. Con questa forma volle anche che procedesse il progetto dei boschi di Torrile.
Dal 1754 lavorò al Giardino Ducale di Parma disegnando alcuni vasi che Boudard in seguito scolpì; ideò il tempietto di Arcadia all'interno del parco (1769), in onore di Ferdinando di Borbone e Maria Amalia d'Asburgo-Lorena, nuova coppia regnante. Nello stesso anno progettò l'Ara dell'Amicizia nella centrale Piazza Grande (odierna Piazza Garibaldi), un monumento che nelle intenzioni dell'architetto doveva solennizzare la visita di Giuseppe II d'Austria a Parma e rappresentare l'amicizia fra il duca Ferdinando e l'imperatore; il monumento tuttavia fu demolito nel 1859 dopo che fu danneggiato nel corso di una sommossa popolare.
Progettò anche un nuovo Palazzo Ducale per Parma: egli propose di realizzare nel Giardino Ducale un nuovo palazzo, affacciato sul torrente e verso la città da un lato e sull'asse principale del parco stesso sul lato opposto, in modo da nascondere il pesante disassamento tra il palazzo e lo sviluppo dell'area verde, ma non riuscì a realizzarlo per l'abbandono dei lavori nel 1768 a causa di problemi politici e finanziari.
Sempre a Parma ideò il tracciato dello Stradone, concepito come elegante cammino pubblico secondo il modello dei grandi boulevard d'oltralpe; secondo il suo progetto, avrebbe dovuto essere delimitato all'estremità Ovest dalla Colonna Borbone, da lui stesso progettata nel 1763, ma si questa si spezzò durante il tragitto; all'opposta estremità Est, invece, realizzò il Casino del Caffè, concepito come ritrovo mondano con funzione panoramica, oggi al centro di trafficato snodo cittadino e conosciuto da tutti i parmigiani semplicemente come Petitot.
Negli stessi anni i suoi progetti pubblici per Parma si susseguirono numerosi: ridisegnò in veste neoclassica un'ala della facciata Ovest del Palazzo di Riserva; in Piazza Grande progettò la facciata della Chiesa di San Pietro e riorganizzò simmetricamente ed abbellì quella del Palazzo del Governatore.
La sua decadenza dagli impegni pubblici coincise con caduta in disgrazia del Du Tillot, inviso soprattutto alla nuova Duchessa Maria Amalia d'Asburgo-Lorena; il Petitot venne dimissionato dalla carica di architetto di corte ed accettò di dedicarsi all'insegnamento di architettura alla, pur molto prestigiosa, Accademia di Belle Arti di Parma, approfittando tuttavia del nuovo incarico per offrire varie consulenze private.
(Continua in OSS)

Bibliografia Barocelli F. (a cura di)
La Pinacoteca Stuard di Parma. Gli ambienti storici, le sculture, le incisioni, gli arredi
Milano
Mazzotta
2005
pp. 83-85; 178-179

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: Isc. Dis. E.A. Petitot Delineavit S. Ravanet
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: OB . FELICTSSIMUM / IMPERATORIS . SEMPER . AVGVSTI / JOSEPHI . II . ADVENTVM / ARA . AMICITIAE. / IVSSV FERDINANDI . I / DEVOTA CONSECRATAQVE . EST
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: AD PERPETVITATEM / NOMINIS / IMP . JOSEPHI . II. / MAX . PII . INVICTI / QVUOD / PRISTINAM / BENEVOLENTIAM / NOVIS . MERITIS / PRAESENSQ . CVMVLARIT / FERDINANDVS. I . H . L / PARM . PLAC . VAST . DVX / MVTVO . AMORE / MONVMENTVM . HOC / LOCARI . DICARIOUE / SANCIVIT. / MDCCLXVIIII
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: FERDINANDUS . I / PACTAM . FIDEM / BEATO . CONNVBIO / MOX . SOLVENDAM / CVM . LECTISSIMA / IMP . JOSEPHI . Il / SORORE / MARIA . AMALIA / FAVSTVM . QUE OMEN / NOVAE . PROPINQVITATIS / ADVENTV . AUG . CAESARIS. / PRAENVNTIATVM / ET . NULLA . AEVITATE. / DELENDVM / MARMOREO . STYLOBATAE / CONSIGNARI . MANDAVIT
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: SUAVISSIMAE. / SORORIS / ELISABETHAE / INCREDIBILI / OMNIVM . MOERORE / PRIDEM . EXTINCTAE / NVMQVAM . IMMEMOR / FERDINANDVS . I /JOSEPHVM . II . R . IMP / DILECTA . CONVIUGE / DEIECTVM / OMNIBUS . GRATAE . MENTIS / CVLTVSQVE . OFFICIIS / ADVENIENTEM . EXCEPIT / ABEVNTEM . PROSEQVITVR
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: PRO . INCOLVMITATE / REDITVQVE . IN . PATRIAM . FELICI / AVGVSTI . CAESARIS /JOSEPHI . II / VOTA . SVSCEPTA . / DECRETO FERDINANDI . I.
Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: EDICTO. PRINCIPIS . / CAVTVM . / SAXEIS . COLVMNIS . / SECVS . / VIAS MILITARES . / NUNC . PRIMVM . POSITIS / SINGULA . MILLIARIA / IMPOSTERVM . / DISTINGVENDA . / EORVMQVE . NVMERVM . / HINC . QVAQVAVERSVS . / INEVDVM . / CAPTO . INSTITVTI . / AVSPICIO . / E. PERFECTIONE . / R. IMP. IOSEPHI . II.

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